Ab ovo

Ho iniziato questo blog nel 2004.

Abitavo a Milano, in un appartamento di rara bruttezza. Mi ero licenziata da poco da una grande multinazionale chimica, delusa da una promessa di contratto a tempo indeterminato che era servito solo come specchietto per l’allodola di turno. Non riuscivo a trovare un impiego. E avevo appena frequentato un ottimo corso di traduzione presso l’ISIT di Milano e mi ero innamorata della traduzione letteraria e dell’editoria, amore che si era aggiunto a quello per Milano e – altra scoperta – per Bianciardi da cui avevo tratto, per antifrasi, il mio primo nick: frenetica fannullona. Da questo brano, per l’esattezza:

Mi licenziarono soltanto per via di un fatto, che io strascico i piedi, e poi mi muovo piano, mi guardo intorno anche quando non è indispensabile. La verità, cara mia, è che le case editrici sono piene di fannulloni frenetici, gente che non combina una madonna dalla mattina alla sera e riesce, non si sa come, a dare l’impressione fallace di star lavorando. Pensa, si prendono pure l’esaurimento nervoso.

Non è rimasto molto, di quel tempo, a parte un fastidio viscerale quando leggo sulle mailing list persone che scrivono fumosamente di “passione per la traduzione”.

(scritto a posteriori)

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