Beonario

In maniera raccogliticcia e asistematica mi sto appassionando alle parole yiddish (complice la lettura di questo libro). Ho ritrovato shiksa, ho imparato langer loksh per stangona, mamzer per bastardo, yenta per pettegola (e pisherke per mocciosa, ragazzina: significato scoperto grazie al gentile aiuto di Bettina). Mentre frugavo in rete alla ricerca di altri riscontri per shicker, ubriacone/a, ho trovato questo delizioso e dovizioso Drunktionary, dizionario dell’ubriachezza.

Ho subito percepito un vero trasporto per i termini latineggianti o latino-maccheronici:

Bibacious – “Bibacity” is a craving for alcohol. Early 1600s.
Bibamus papaliter – See “Drunk as a pope”.
“Bibulous – Mid 1800s
Bosco/Bosko absoluto – Dead drunk. Mock Latin.
Hiccius doccius/Hicksius docksius/Hixius doxius – From “Hic est doctus,” a term used for jugglers. Latin (possibly dog Latin) for “This is a learned man.” British, mainly 1600s to 1700s.
Non compos/Noncompos – Shortening of Latin “non compos mentis,” “not of sound mind,” or mentally defective.

Alcuni di tipo “storico” mostrano la simpatica mancanza di scrupoli delle barzellette più becere:

Bombed – Extremely drunk. “Bombo” or “bumbo” is a type of punch. US, 1900s.
Bombed as Dresden – Ghoulish elaboration of “Bombed,” as are the following.
Bombed as Hiroshima
Bombed as London
Bombed as Nagasaki

Non poteva mancare l’Irlanda:

Drowned the shamrock – Perhaps because the Irish have a reputation for being heavy drinkers.
Drunk and Irish – Fighting drunk. Because the Irish have a reputation for being belligerent when inebriated. Military, 1860 to 1920.
Feeling Irish
Playing the harp – Drunk and getting home by the railings. Irish.

Curioso questo:

Translated
Transferred to another state. Society use. Possibly from Shakespeare’s A Midsummer Night’s Dream, in which appears the line “Bless thee, Bottom, thou art translated.”

E in italiano?

alticcio, brillo, fatto, alterato, infatuato, preso, esaltato, ebbro, folle, avvinazzato, bevuto, ciucco, sbronzo, frastornato, intontito, stordito, su di giri, in preda ai fumi dell’alcool, avere qualche bicchierino di troppo nella pelle, cionco (toscano); beone, alcolista, spugna, etilista, trincone, sbevazzatore, trincatore, sbornione; vinolento, temulento (lett.), dedito a Bacco (scherz.).
Ubriacarsi, sborniarsi, sbronzarsi, imbriacarsi, inciucciarsi, inebriarsi, inzuccarsi, prendere una sbornia, una sbronza, una scuffia, una scimmia, fare il pieno, essere ubriaco marcio o fradicio; strabere, trincare, bere a sciacquabudella, dar nel vetro, sciacquarsi un fiasco, sacrificare a Bacco, libare a Bacco, alzare il gomito.

Sostanzioso l’apporto di un amico:

imbracheria, vinolenza, inciuscherarsi, andare in cimbali (o in cimberli), ciurmarsi, cuocarsi, imbaccarsi, farsi una parrucca, perdere l’erre, rifiorirsi, prendere la monna, perdere l’alfabeto; l’espressione “Balla, traballa e posati lì”, che indica i tre stadi dell’ubriachezza (dove il primo è tutta allegrezza, nel secondo si inizia a balenare o barcollare, nel terzo si cade a terra) [Fonte: Il tesoro della lingua italiana – Vocabolario nomenclatore di Palmiro Premoli (1909-12)].

E poi:

balagio, bell’e imballato, concio dal vino, enofilo ondeggiante, incagnato (lucchese), nanfo (senese), stoppato (toscano), bigio (piemontese), flavo, bazzotto, cischero, marcido, spolpo e avere in corpo chi lavora dentro.

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