Devoti ascensori

Affascinante: nelle mie letture trovo alberghi dotati di ascensori dello shabbat che incessantemente vanno su e giù fermandosi a ogni piano, in modo da non violare le prescrizioni del sabato.

La Halakha (legge ebraica) proibisce al popolo ebraico lo svolgimento di qualsiasi forma di “melacah” (lavoro plurale: melachot) durante lo Shabbat. Le melachot non si riferiscono a quello che viene normalmente considerato lavoro, né coincide con la definizione di lavoro che dà la fisica. Si riferisce, invece, a 39 attività che il Talmud vieta di svolgere durante lo Shabbat agli Ebrei. Numerosi studiosi di Torah hanno osservato che queste attività hanno in comune l’aspetto creativo o l’esercizio del controllo reciproco o dell’ambiente.

Le 39 attività sono (Mishna Shabbat 7:2):

1. Arare;
2. Seminare;
3. Mietere;
4. Formare covoni;
5. Trebbiare;
6. Ventilare;
7. Selezionare;
8. Setacciare;
9. Macinare;
10. Impastare;
11. Cuocere;
12. Tosare;
13. Lavare;
14. Cardare;
15. Tingere;
16. Filare;
17. Tendere;
18. Costruire un setaccio;
19. Tessere;
20. Dividere due fili;
21. Legare;
22. Slegare;
23. Cucire;
24. Strappare;
25. Cacciare;
26. Macellare;
27. Scuoiare;
28. Salare la carne;
29. Disegnare;
30. Lisciare;
31. Tagliare;
32. Scrivere;
33. Cancellare;
34. Costruire;
35. Demolire;
36. Spegnere un fuoco;
37. Accendere un fuoco;
38. Dare l’ultima mano per terminare un lavoro;
39. Trasportare al di fuori della propria abitazione.

Fonte: Wikipedia. Portale dell’ebraismo.

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Tedesco nell’inglese

Dell’inglese mi piace questo sprezzo dell’impurità: raccatta su tutto, persino il tedesco, come mostrano le varie parole del giorno del Merriam-Webster.

GESUNDHEIT \guh-ZOONT-hyte\ interjection
: used to wish good health especially to one who has just sneezed
e.g. “Gesundheit!” said the man on the bicycle as he passed a lady on the sidewalk who had sneezed.

When English speakers hear “achoo,” they usually respond with either “gesundheit” or “God bless you.” “Gesundheit” was borrowed from German, where it literally means “health”; it was formed by a combination of “gesund” (“healthy”) and “-heit” (“-hood”). Wishing a person good health when they sneezed was believed to forestall the illness that a sneeze often portends. “God bless you” had a similar purpose, albeit with more divine weight to the well-wishing. It was once believed the soul could exit the body during a sneeze, causing ill health, so folks said “God bless you” to ward off this danger.

[La parola del giorno del 22 luglio 2005]

VERBOTEN \ver-BOH-tun\ adjective
: forbidden; especially : prohibited by dictate
e.g. During the era of prohibition in the United States, when the sale of alcohol was verboten, speakeasies were routinely raided by the authorities and shut down.

Despite its spelling, the adjective “verboten” has nothing to do with “verb,” or any of the other words in our language related to the Latin “verbum.” Rather, “verboten” comes from German, which got it from Old High German “farboten,” the past participle of the verb “farbioten,” meaning “to forbid.” (“Forbid” itself derives from Old English “forbēodan,” a relative of “farbioten.”) “Verboten,” which first appeared in English in 1916, is used to describe things that are forbidden according to a law or a highly regarded authority.

[La parola del giorno del 19 luglio 2005]

BILDUNGSROMAN \BIL-doonks-roh-MAHN (“oo” as in “good”)\ noun
: a novel about the moral and psychological growth of the main character
e.g. The critic described Max’s first novel as “a typical bildungsroman about an angst-ridden youth struggling to find his place in the world.”

“Bildungsroman” is the combination of two German words: “Bildung,” meaning “education,” and “Roman,” meaning “novel.” Fittingly, a “bildungsroman” is a novel that deals with the formative years of the main character — in particular, his or her psychological development and moral education. Though the term is primarily applied to novels, in recent years, some English speakers have begun to apply the term to films that deal with a youthful character’s coming-of-age.

[Parola del giorno del 17 luglio 2004]

Oans, zwoa, g’suffa!

Ai bei brutti tempi che furono avevo un amico che non se ne perdeva uno. Pareva tagliato per l’Oktoberfest: barba rossastra, epa esorbitante sotto camicie scozzesi e bretellone. Era ligure, comunque. Raccontava con piacere della volta che venne ritrovato soltanto la mattina dopo, in un’aiuola, a dormire il sonno dei beoni.

A chi voglia andare a Monaco a bere birra a sciacquabudella (e a farsi venire quella in tedesco non a caso si chiama Bierbauch, pancia da birra), potrebbe essere utile un fantastico glossario dell’Oktoberfest approntato dalla Löwenbrau (sito serio, prima di entrare dovete indicare che siete maggiorenni).


Grias God (Grüß Gott)

Il saluto nazionale bavarese. La traduzione grossolana sarebbe “Dio ti saluta” e si adatta a qualsiasi livello sociale. Evitate di salutare con “Guten Tag” (Buongiorno), se non volete essere scambiati per dei nordisti!

A Bier, bittschen (Ein Bier, bitte)
“Una birra, prego”: si tratta di una frase fondamentale, non partite prima di averla imparata.

Ovviamente, la misura minima sarebbe un litro:

No a Mass (Noch eine Mass)
“Ancora un litro, grazie,” di birra naturalmente. Una comoda frase bavarese che sembra poter essere ripetuta all’infinito all’Oktoberfest.

Brezn
Il pretzel è un tipo di pane di invenzione bavarese, famoso quanto la birra. I giganteschi pretzel dell’Oktoberfest sono perfetti per preparare il palato ad un altro “Mass”

Hendl
Un pollo, preferibilmente arrostito su uno spiedo. Durante l’Oktoberfest, se ne consumano migliaia al giorno.

Weißwurscht (Weißwurst)
Letteralmente “salsiccia bianca,” una squisitezza bavarese, servita con senape dolce, specialmente a colazione. Spellare questi piccoli salsicciotti è una vera arte, che richiede molto esercizio.

E poi si brindi:

Oans, zwoa, g’suffa! (Eins, zwei, gesoffen!)
“Uno, due, bere!” Un accattivante brindisi tedesco, spesso fin troppo frequente all’Oktoberfest.

Laddove gesoffen viene da saufen che indica il bere degli animali e di chi beve come un animale – che noi, casualmente, definiremmo trincare.

Ex-ducĕre

La parola “educare” viene da ex, fuori, più ducĕre, condurre. Significa, dunque, condurre fuori. Per me l’educazione è un condurre fuori ciò che è già presente nell’anima dell’allieva.

Muriel Spark, Gli anni fulgenti di Miss Brodie, trad. Adriana Bottini, Adelphi, Milano 2000, p. 43.

Disillusioned. Witty. Dedicated.

Oserò
Turbare l’universo?
In un attimo solo c’è tempo
Per decisioni e revisioni che un attimo solo invertirà
Perché già tutte le ho conosciute, conosciute tutte: –
Ho conosciuto le sere, le mattine, i pomeriggi,
Ho misurato la mia vita con cucchiaini da caffè
[…]

(qui il resto)

Your alter poet is Thomas Stearns Eliot. For you,life rocks pretty hard!

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