It-bag

E che dire della “It-bag”, leggi: la borsa del momento, quella per cui bisogna mettersi in lista d’attesa, spendere cifre che gridano allo scandalo e una savonaroliana fustigazione dei costumi? Traducente?

It-bag (en) = it-bag (it)

Accessori: mai come quest’anno gli accessori, tantissimi, sono essenziali per realizzare l’outfit.  Non basta un completo azzeccato, deve rigorosamente essere arricchito dalle scarpe giuste, dalla cintura in tinta, dai gioielli o bijoux di moda e preferibilmente dalla ‘it-bag’ (la borsa più di moda) del momento! (da Margherita.net, pagina non più visualizzabile)

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L’alfa e l’omega

La cittadina kakanika qui è provvista di minuscolo aeroporto servito da un paio di compagnie low-cost (impossibile qui dire “a buon mercato, conventienti, a buon prezzo”, mancherebbe un mondo dietro) e tempo fa mi sono iscrita alla newsletter di una di queste. Alla fine non ne ho ancora fatto uso, ma le e-mail sono simpatiche.

L’oggetto di quella odierna è:

Gute Verbindungen sind das A und O!

Non così banale da tradurre: Verbindungen sono i collegamenti di mezzi di trasporto, ma anche le relazioni, i contatti (il network, ohibò).

Das A und O è una espressione polirematica che si traduce con l’alfa e l’omega, ed è ovviamente una citazione giovannea: Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente (Apocalisse di Giovanni, 1,8).

Certo, dire che qualcosa è l’A e l’O (mentre in greco omega è l’ultima lettera dell’alfabeto) è in sé alquanto opaco.

I forestierismi nel tempo

È possibile leggere un dizionario come se fosse un romanzo o un saggio o Topolino? Certo, ed è un sintomo di autentica lessicomania.

È quel che vo facendo con G.S. Carpitano – G. Càsole, Dizionario delle parole straniere in uso nella lingua italiana, Mondadori, Milano 1989.

Diciassette anni in una lingua sono un lasso di tempo davvero lungo e di questa distanza ci sono diverse tracce. Per esempio, trovo un numero di francesismi superiore a quelli usati attualmente nella stampa, almeno a mio orecchio. Chi usa più espressioni come cochon, gagne-pain o pis-aller?

Cochon: porco, maiale, suino. Triviale. “Condannato il fotografo cochon” (La Stampa), “Hanno sequestrato tutto l’equipaggiamento del teatrino cochon” (L’Espresso)
Gagne-pain: mezzo di sostentamento. “Articoli firmati da scrittori e giornalisti illustri, fatalmente redatti con l’animo di chi svolge un compito a titolo di mero gagne pain” (Nello Ajello)
Pis-aller: ripiego. “La letteratura non è un pis aller, non è il surrogato di un’esperienza mancata” (Gianfranco Contini) [la frase andrebbe meditata]

Anche i derelitti germanismi mi sembrano superiori all’uso attuale. Se cerco Quersprung (che qui è definito come: sport., arresto dello sciatore che curva bruscamente, compiendo un piccolo salto, sulla festra) in Google (scegliendo la lingua italiana), trovo un’unica occorrenza: nella Treccani.

Quersprung: s. m., ted. [comp. di quer “trasversale” e Sprung “salto, balzo”; propr. “scatto di traverso”] (pl. Quersprünge): Nello sci, l’arresto o anche la curva eseguiti girando di scatto il corpo verso destra e sollevando gli sci dalla neve con un piccolo salto.

È anche vero che il modo di sciare è cambiato dopo l’introduzione degli sci sciancrati (ah, termine così elegante!), mi dicono. Bisognerebbe chiedere a Rocca.

Alcuni anglicismi sembrano aver fatto il loro tempo, p. es. doomwriter:

doomwriter [comp. di doom “rovina, distruzione” e writer “scrittore”] scrittore di catastrofi, con rif. a scrittori e giornalisti che nei loro scritti fanno previsioni catastrofiche.

E sì che di questi tempi ai doomwriters non mancherebbe l’ispirazione…

That’s fularious!

Fularious = Intensifier of “hilarious” created by combining “funny” and “hilarious./ fu*cking hilarious!

Dice lo Urban Dictionary, dizionario di slang inglese. Forse soltanto i termini automobilistici mi spaventano più dello slang in inglese, di una ricchezza e una varietà sbalorditive e virtualmente indominabili.

La Rete aiuta:

A dictionary of UK slang
Online slang dictionary (fermo al 2002)
Slangsite (temo fermo al 2001)
Alternative dictionary (già citato)
Ricca raccolta di slang dictionaries
Teenlingo

Slang storico
Lo slang anni ’60
Beat generation slang

Dizionari rap
Rapdictionary
Dizionario rap EN-IT

Correlati (e aggiornati): drug slang

Streaker

In momenti come questi mi piacerebbe avere la TV. E’ tristino seguire i festeggiamenti di chiusura delle Olimpiadi via Repubblica.


Mi consolo con il lessico.
21:03 Streaker nello stadio: “Mi consenta”

Una donna nuda che tentava di correre verso il centro dello stadio, è stata bloccata dagli uomini della sicurezza. Teneva in mano un grosso striscione sul quale aveva scritto “Mi consenta”, evidentemente copiando l’intercalare spesso usato dal presidente del consiglio Berlusconi

Non avevo ancora letto un anglicismo per i folli che si spogliano in occasioni di assembramenti sportivi et simili. Ignoranza mia, Google dà un sacco di occorrenze.

streaker: someone who takes off all their clothes and runs naked through a public place (Wordnet)
to streak: : to run naked through a public place (Merriam Webster)

Brogues and zoot suit

E sì che mi piacciono molto. Eppure non sapevo che questo tipo di scarpa


si chiamasse brogue.

Trovo tutta la storia in un sito dedicato allo stile “mod”:

Brogues
La parola brogue deriva dal gaelico bróg che vuol dire scarpa. Le scarpe inizialmente usate in Irlanda e nelle Highlands scozzesi dovevano avere caratteristiche tali da essere utilizzabili nelle aree umide e nei pascoli. Le brogues originali avevano quindi diversi buchi che non permettevano all’acqua di rimanere intrappolata dentro la scarpa ma di uscire, rendendo meno faticoso il cammino in terreni umidi come quelli della campagna irlandese o scozzese.
L’uso di queste scarpe era così diffuso in Irlanda che presto gli irlandesi emigrati cominciarono ad essere chiamati dispregiativamente “brogue” e fino ai giorni nostri la parola brogue sta a rappresentare l’accento irlandese.
[…]
La Brogue classica presenta decorazioni a punzonatura che creano un inconfondibile disegno con la punta a coda di rondinesemibrogues hanno meno decorazioni e non hanno punta a coda di rondine). Il modello oggi a noi noto fu influenzato grandemente dallo stile art déco degli anni Venti che fu applicato su scarpe di modello Oxford (in Italia “francesina” ovvero il modello usato nei collegi inglesi con lacci e a punta affusolata).

Negli anni Trenta le brogues divennero le scarpe preferite da trendsetters tipo Fred Astaire ed Edward, il Principe di Galles, che indossavano le brogues sia nei campi da golf che (in versioni più leggere) in città. Lo stile brogue fu cosi popolare che apparve anche in altri modelli di scarpe come in modelli derby, stivali, scarpe da donna e addirittura quelle con tacchi a spillo! Negli anni Venti e Trenta in America si diffuse la moda di brogues two tone bianche e nere che ebbero particolarmente successo tra gangsters e zooties.

E uno zoot suit è questo qui :

(slang) vestito (da uomo) con giacca lunga e larga e pantaloni a tubo e a vita alta (Ragazzini)

Forestierismi che cambiano

Leggere i dizionari come fossero un romanzo. Sto appunto macinando G.S. Carpitano – G. Càsole, Dizionario delle parole straniere in uso nella lingua italiana, Mondadori, Milano 1989.

Diciassette anni in una lingua sono un lasso di tempo davvero lungo e di questa distanza ci sono diverse tracce. Per esempio, trovo un numero di francesismi superiore a quelli usati attualmente nella stampa, almeno a mio orecchio. Chi usa più espressioni come cochon, gagne-pain o pis-aller?

Cochon: porco, maiale, suino. Triviale. “Condannato il fotografo cochon” (La Stampa), “Hanno sequestrato tutto l’equipaggiamento del teatrino cochon” (L’Espresso)
Gagne-pain: mezzo di sostentamento. “Articoli firmati da scrittori e giornalisti illustri, fatalmente redatti con l’animo di chi svolge un compito a titolo di mero gagne pain” (Nello Ajello)
Pis-aller: ripiego. “La letteratura non è un pis aller, non è il surrogato di un’esperienza mancata” (Gianfranco Contini) [la frase andrebbe meditata]

Anche i derelitti germanismi mi sembrano superiori all’uso attuale. Se cerco Quersprung (che qui è definito come: sport., arresto dello sciatore che curva bruscamente, compiendo un piccolo salto, sulla festra) in Google (scegliendo la lingua italiana), trovo un’unica occorrenza: nella Treccani.

Quersprung: s. m., ted. [comp. di quer “trasversale” e Sprung “salto, balzo”; propr. “scatto di traverso”] (pl. Quersprünge): Nello sci, l’arresto o anche la curva eseguiti girando di scatto il corpo verso destra e sollevando gli sci dalla neve con un piccolo salto.

È anche vero che il modo di sciare è cambiato dopo l’introduzione degli sci sciancrati (ah, termine così elegante!), mi dicono. Bisognerebbe chiedere a Rocca.

Alcuni anglicismi sembrano aver fatto il loro tempo, p. es. doomwriter:

doomwriter [comp. di doom “rovina, distruzione” e writer “scrittore”] scrittore di catastrofi, con rif. a scrittori e giornalisti che nei loro scritti fanno previsioni catastrofiche.

E sì che di questi tempi ai doomwriters non mancherebbe l’ispirazione…