Forestierite

Leggo, sempre sul vecchio Espresso, un articolo sui locali di moda, nella sezione “Società”. Un vero caso di attacco di forestierismi.

Forestierismo: 1 TS ling., parola o locuzione importata da un’altra lingua in forma originale (per es.: sport, bar) o adattata alla pronuncia e morfologia italiana (per es. gioia, forfettario) | estens., calco (per es. il lat. conscientia ricalcato sul gr. suneídesis o l’it. massimalista calco del russo bol’sevik, che dà anche il prestito bolscevico )
De Mauro

E facciamone un simpatico elenco:

Già il titolo della rubrica: Carnet di tendenza
carnet: ES fr.  1 taccuino, libretto: c. di indirizzi, di appuntamenti | fascicolo in cui sono raccolti fogli, biglietti e sim.

Lounge bar, cocktail bar, club e locali da non perdere

Lounge non è presente nel De Mauro né nel Devoto Oli

Cocktail solo nel senso di 1 bevanda alcolica preparata mescolando liquori, vini, spremute, sciroppi e sim., servita spec. come aperitivo: è giusto l’ora per un c. o 2 cocktail party: dopo la cerimonia è previsto un c., dare, offrire un c.

Etimologicamente- cocktail: first attested 1806; H.L. Mencken lists seven versions of its origin, perhaps the most persuasive is Fr. coquetier “egg-cup.” In New Orleans, c.1795, Antoine Amédée Peychaud, an apothecary (and inventor of Peychaud bitters) held Masonic social gatherings at his pharmacy, where he mixed brandy toddies with his own bitters and served them in an egg-cup. The drink took the name of the cup, in Eng. cocktay. Cocktail party first attested 1928. (qui)

[Mi sfugge, essendo poco nottaiola, la differenza tra i due bar.]

Un carnet con le mete più originali e più glamour della stagione

glamour è inflazionatissimo negli articoli di moda et affini. Il De Mauro lo definisce soltanto come sostantivo:

glamour = ES ingl. sensualità e fascino irresistibile, spec. femminile: il g. di un’attrice, una donna piena di g., ma la flessibilità di glamour è ben più ampia.

Etimologicamente

glamour: 1720, “magic, enchantment” (especially in phrase to cast the glamour), a variant of Scot. gramarye “magic, enchantment, spell,” alt. of Eng. grammar (q.v.) with a medieval sense of “any sort of scholarship, especially occult learning.” Popularized by the writings of Sir Walter Scott (1771-1832). Sense of “magical beauty, alluring charm” first recorded 1840. Glamorous is 1882 (slang shortening glam first attested 1936); glamorize is 1936.

Lexical irony: glamour e grammar sono parenti. Andate a dirlo agli studenti.

Dopo il look total white, ecco il nero integrale

E’ il meeting point dei trendsetter torinesi.

Oyster bar-cocktail bar. Un locale easy chic dal concept trasformista. Ci sono anche frozen cocktail da sorseggiare nel dehors sulla piazza.

Design futurista con pavimenti in resina glitterata, chaise longue dotate di computer e visori ottici in 3D. Cibi&drink per veri gourmet.

Un salotto di charme. Di sotto la pink room ha l’allure di un sofisticato club newyorkese anni ’50.

Mi interessa questo sofisticato, dall’aspetto così innocuo, perché credo di aver letto da qualche parte che potrebbe essere un cosiddetto calco semantico. Originariamente il termine italiano non aveva la valenza positiva che ha ora (impianto sofisticato, abito sofisticato), anzi: il sofista è l’elucubratore cavilloso, sofisticare è anche adulterare (e in dialetto da piccola sentivo dire che un sofistico era essenzialmente un rompiscatole) e prova ne sarebbe anche semplicemente controllare nel Vocabolario etimologico Pianigiani online

Uno dei locali più trendy del momento.

Pochi tavoli, pezzi vintage, dopo le 21 si riempie di giovani branché e neobohémien che sorseggiano i drink in piazza.

branché (fr) non è presente nel De Mauro, sta per “alla moda”.

Da famoso bordello deluxe a disco-lounge trendy. I proprietari hanno mantenuto il décor originario: sexy pareti rosse, tende con mille paillettes. Frequentato dal jet set internazionale.

Uno storico negozio trasformato in uno dei locali più cool del momento.

Luci soft, di sotto disco privé con divani hi-tech.

Bar e ristorante iperglamour.

Gli interni sono una fusion di stile latino e tocchi funky. Per chi ama il relax c’è il garden lounge.

Look da bar newyorkese e terrazza da cui godersi lo skyline. Tra i clienti, fashion victim provenienti da ogni parte del mondo.

Da queste parti il tempo è prezioso, così l’upper class della city si dà appuntamento qui per l‘happy hour.

Evidentemente anche per i giornalisti il tempo è prezioso e gli articoli si tiran via. Forse per correre quanto prima al cocktail bar più trendy e cool del momento a farsi un happy hour chattando su un divano hi-tech in mezzo a tanta upper class della city.

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