Zany

Un tizio, un blogger, commenta la politica italiana definendola zany (dimostrando una non irrilevante mancanza di discernimento, si chiede pure sarcastico perché l’America non abbia una politica simile).

L’aggettivo è splendido!

Zany:

L’OED lo registra come sostantivo, aggettivo e verbo. Deriva da zani o zanni, “name of servants who act as clowns in the Commedia dell’Arte. Properly the Venetian and Lombardic form of Gianni = Giovanni John, cf. Zanipolo, the title of the church of St. John and St. Paul in Venice), used as an appellative for a porter (or the like) from the mountain country of Bergamo who had taken service in a seaside town.”


1.  A comic performer attending on a clown, acrobat or mountebank, who imitates his master’s acts un a ludicrously awkward way
2.  a. An attendant, follower, companion, assistant (contemptous) b. An imitator, mimic, esp. a poor, bad, feeble one c. One who resembles, or acts like, a buffoon  d. A fool, simpleton, ‘idiot’ (attestato dal 1558)

Pletora di sinonimi qui:

Adjective
* S: (adj) cockamamie, cockamamy, goofy, sappy, silly, wacky, whacky, zany (ludicrous, foolish) “gave me a cockamamie reason for not going”; “wore a goofy hat”; “a silly idea”; “some wacky plan for selling more books”
* S: (adj) buffoonish, clownish, clownlike, zany (like a clown) “a buffoonish walk”; “a clownish face”; “a zany sense of humor”

1 TS teatr., personaggio della commedia dell’arte che rappresenta il servo scaltro e imbroglione o il servo sciocco e goffo

2 BU estens., buffone, pagliaccio: fare lo z.

(De Mauro)

Sia il Devoto-Oli che lo Zanichelli fanno risalire zanni al veneziano. Qui (Parmigiani) l’etimo.

[L’articolo che ha fatto sgorgare il commento è nello Spiegel International che dipinge un simpatico bozzetto della politica italiana prossima alle elezioni politiche: a colorful political menagerie (un variopinto serraglio politico), in cui spiccano ex ministri appassionati di t-shirt, principesse sicule (??), trans-neo-comunisti, nipotine di capoccioni, padani che stringono la mano a separatisti etnei e molto altro. Prodi si becca del contentiuous (litigioso), se ne sottolinea lo spropositato programma di 281 pagine (cfr. qui) e dell’Unione si dice con termine lusinghiero che è una ragtag band (ragtag è spregiativo per canaglia, marmaglia): una corte dei miracoli, insomma. Cui si contrappone “Mi-consenta”, l’Unto della politica, trafitto da una corona di left-wing pollsters, di sondaggisti di sinistra.]

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Robe-manteau

La moda si è spostata a Parigi. Pare che gli stilisti civettino con i venti di intolleranza, tipo Viktor& Rolf che coprono il viso delle modelle con una retina pseudoclaustrale.

Il giapponese Jun Takahashi ha fatto sfilare delle poverette in abiti-armatura lugubri e “robe manteau stretti da bandage”.

Su robe-manteau leggo:


fr. da “robe”, vestito e “manteau”, cappotto.
Vestito femminile simile a un cappottino, spesso abbottonato sul davanti, da indossare direttamente sulla pelle. Realizzato in tessuto di medio peso è adatto alle mezze stagioni. Non mancano però anche le versioni da sera. Caratteristico delle collezioni francesi, appare a cavallo fra le due guerre: 1915/1945.

Frugando in giro, ne ho visti di splendidi, tipo questo.

To push or not to push

I forestierismi sono il mio attuale pallino, soprattutto gli anglicismi (dovrei scriverci un lavoro per l’università kakanika, ma per ora sono immersa nella creazione di test d’ingresso d’italiano, procrastino allegramente). Non che io sia una purista alla francese, anche se castigo ridendo mores di certi giornalisti un po’ troppo esterofili; mi diverte osservare la spugnosità delle lingue.

Ieri leggevo Affari e finanza de La Repubblica e ho trovato un articolo in cui si dice:

Nel ’91 il padre la reclama in azienda: c’è anche un figlio maschio, ma il ruolo dell’erede tocca a Laura Iris, è lei il caterpillar di famiglia.

caterpillar®: ES ingl. autoveicolo cingolato spec. impiegato per lavori stradali o edili | fig., persona irruente, molto determinata, di modi sbrigativi e duri (De Mauro)

Pensa che nel dizionario di forestierismi di una quindicina di anni fa caterpillar aveva soltanto l’accezione meccanica di cingolato. Mi sono chiesta cosa ci potrebbe stare e la prima idea è stata: bulldozer. Eh no! Meglio lasciar stare.

[cfr. bulldozer: ES ingl. 1 trattore cingolato munito di una grossa lama sul davanti, usato per spianare terreni, rimuovere ostacoli, macerie e sim. 2 fig., persona irruente, molto determinata, di modi sbrigativi e rudi: sul lavoro è un vero bulldozer. Anche questo nel Carpitano-Càsole reca la prima accezione]

Un anglicismo che invece mi è parso piuttosto gratuito di primo acchito, in un articolo sulla riscossa dei negozietti contro la grande distribuzione (in cui, tra l’altro, si asserisce che l’Esselunga milanese di via Piave sia la migliore, mentre io trovo superiore quella di Suzzani, sebbene il quartiere non sia esattamente Porta Venezia):

Milena ha clienti molto fedeli che entrano sovente nel suo negozio con le borse della Esselunga, un rapporto personale, non pushing ma di vera consulente per i suoi clienti e il negozio in certi momenti appare più simile a una piccola comunità che a un posto dove si compera il pane.

Poi mi è venuta in mente la strategia push di marketing, e ho capito: come nobilitare gli aggettivi “seccante, molesto, fastidioso” (cfr. voce push in glossario di marketing), tipo la vendiscarpe al villaggio mio, che entravi volendo un paio di sandali alla francescana e lei, pur non avendoli, sbaraccava tutto il negozio e il magazzino cicalando ad alta voce, esibendo una miriade di calzature, dal sandalo da sera al doposci, finché finivi per uscire barcollante e confusa. Senza aver comprato niente.

Per finire in sfarzo e splendore, un articolo della Marzotto, et voilà, che parla delle meraviglie in voga a Parigi:

Fino a dieci anni fa, era malfamato [l’area che sta attorno a Canal St. Martin, nel decimo arrondissement, in caso a qualcuno venga l’uzzolo di trasferirvisi], ora è la patria prediletta da una giovane generazione di “bobo“, i famosi bourgeoisbohémien: giovani coppie dall’aria “cool” con figli, aspetto trasandato ma con gusto e lavoro creativo nell’arte, nella moda, nel design o nella cultura.