Sconfiferare

La parola del giorno dello Zanichelli è sconfiferare

sconfinferàre [etim. sconosciuta; 1991] =  (fam.) andare a genio, riuscire gradito: ‘sono discorsi che non mi sconfinferano’.

E finalmente, era tempo che mi domandavo come si scrivesse, a volte mi impappinavo e dicevo cose del tipo “sconfinquerare”. Il mio Zingarelli 1998 (praticamente un pezzo d’antiquariato da quando la Zanichelli s’è pensata di rifare il dizionario di italiano una volta l’anno) non lo rileva, né lo fa il Devoto-Oli 2003. Il De Mauro lo registra:

CO colloq., scherz., piacere, andare a genio, spec. in frasi negative: la sua faccia non mi sconfinfera affatto

Se chiedo a Google-onnitrovante di controllarmi il verbo all’infinito e dimentico una “n” (a riprova che questo verbo non vuole entrarmi in testa), finisco in un dizionario di aretino: Sconfiferare – Non mi piace tanto, non mi sconfinfera. Chissà da dove viene, forse appunto da un regionalismo (lo rileva anche un glossario amatoriale narnese)

Tanto per esercitarsi:
Mi sconfinfera viaggiare in auto con il sole e il serbatoio pieno.
Non mi sconfinfera l’ennesima tempesta di neve che ieri ha ripiombato le strade kakanike nel candido, periglioso inverno.