La grammatica rapita

Mentre l’Italietta si concentra sul calcio, la Kakania tutta guardona si delizia con l’intervista alla ragazza tenuta segregata in un buio, orrido Verlies (= segreta, carcere sotterraneo, prigione sotterranea) per otto anni. Paese che vai, attrazioni che trovi.

Io la TV non ce l’ho, ma ho ascoltato la diretta via radio e nella squallida “discussione” post-intervista, in cui si mescolano a me ignoti espertoni e i teneri pareri dell’uomo della strada, molto mi ha colpito una notazione linguistica fatta sul linguaggio della ragazza, che, tenuta lontana da coetanei e dai media dai 10 ai 18 anni, avrebbe conservato una correttezza e un’eleganza inusuali per la sua età.

Commosso, un qualche esperto la cui voce rivelava una non più tenera età, notava di averle chiesto “Hat deine Mutter früher Kuchen gebacken?“,  prima tua madre faceva (il verbo è backen, cuocere nel forno; il tempo è il Perfekt, passato prossimo, inflazionatissimo in Kakania) dolci?, al che lei ha risposto, per benino: “Ja, sie buk Kuchen ab und zu, sì, ne faceva ogni tanto, usando un correttissimo “buk“, il Präteritum del verbo originariamente forte backen, verbo che oggigiorno normalmente viene usato nella coniugazione debole.

Ah, i bei tempi andati, quando anche io ho imparato la coniugazione forte (backen – buk – gebacken) con nota a margine: anche coniugazione debole.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...