Dulce lengua de Alemania

Testimonial d’eccezione, Borges elogia la dolce lingua della Germania (qui, a perenne manifesto). La poesia l’ho trovata in un articolo della Welt in cui l’ex presidente del meritevole Goethe Institut, Jutta Limbach, che ha appena dato alle stampe “Hat Deutsch eine Zukunft? Unsere Sprache in der globalisierten Welt”, si dice fiduciosa in un futuro in cui il tedesco rivestirà un ruolo importante.

Se da un lato Limbach ammette che SMS e e-mail possano far scadere il tedesco a livello di fumetti (Sprechblasenniveau), dall’altro accusa di provincialismo e mancanza di humour i puritanisti che rifiutano le forme ibride perché “annacquate”.

A sostegno del suo ottimismo, numeri: con 83 milioni di madrelingua tedesca, il 32 per cento degli europei parla la dulce lingua de Alemania.

Die frühere Präsidentin des Goethe-Instituts Jutta Limbach glaubt, dass sich unsere Sprache auch in Zeiten der Globalisierung durchsetzen wird

Eine “Ode an die deutsche Sprache” enthält der letzte Gedichtband des argentinischen Schriftstellers Jorge Luis Borges (1899-1986). “Dich aber, süße Sprache Deutschlands, / Dich habe ich erwählt und gesucht, / ganz von mir aus”, heißt es darin. “In Nachtwachen und mit Grammatiken, / aus dem Dschungel der Deklinationen, / das Wörterbuch zur Hand, / das nie den präzisen Beiklang trifft, / näherte ich mich Dir.”

Fonte: Die Welt, 16 maggio 2008

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