Piccoli soli

Poniamo che ci sia un sole accecante, caso quanto mai lontano dalla realtà della Maria-Luigianesca città negli ultimi giorni. Per riuscire a vedere, dovete in qualche modo attenuare la luce, e come lo dite? Schermirsi gli occhi con la mano, ripararsi la vista… Boh.

Ma c’è un’espressione bellissima, quella adatta, quella: fare solecchio!

fare, farsi solecchio:
farsi schermo con la mano all’altezza delle sopracciglia per riparare gli occhi da una luce forte o abbagliante • sec. XIV (Sabatini-Coletti online)
(lett.) ripararsi gli occhi dalla luce abbagliante del sole, portano la mano aperta o leggermente incurvata all’altezza delle sopracciglia • lat. volg. soliculum, diminutivo di sol solis (Devoto-Oli cartaceo)

Non è deliziosa? A frugare in rete l’ho trovata pure in un Florilegio e dizionario dantesco, pubblicato nel 1855 a cura di Massimo Granata, digitalizzato dal gentile signor Gugl:

FARE IL SOLECCHIO — fare ombrello ; la voce solecchio o solicchio è anticata= E fecimi ‘1 solecchio — Che del soverchio visibile lima=: intendi : delle mani agli occhi feci come parasole, che scema il soverchio della luce. 14.

Ma se l’ho imparata è perché l’ho trovata qui:

Fuori della chiesa, un cielo di platino abbagliava la strada piena di gente che, facendo solecchio, s’indicava gli sposi, ritti sul primo gradino del rialto. (p.76)

Ovvero in una delle letture del maggio che volge al termine, Il bell’Antonio di Vitaliano Brancati, uscito nel 1949: storia triste ed emblematica di un’impotenza anche storica, con dialoghi vivissimi, soprattutto per bocca del genitore di Antonio, quel don Alfio tanto simpatico al lettore quanto inconsapevolmente gretto e miope come padre.

Com’è naturale, c’è tutto un giro sinonimico per la parte anatomica dolorosamente centrale nel romanzo, con annessi e connessi:

p. 80 «Povera cugina mia Barbara» esclamò fra i denti Edoardo Lentini, «che non può mai vedersi la luce, con questo canterano sempre sullo stomaco!»

p. 135 Mio figlio ha un cavicchio che fa pertugi nella pietra!

cavicchio
1 piolo di legno fissato a una parete per appendervi qcs.
2 piolo di una scala portatile
3 TS agr., legno appuntito per fare buchi nel terreno allo scopo di piantare o seminare

p. 155 Non so se volesse alludere al fatto ch’io avevo lo sguardo di certi ingravidafinestroni siciliani dei quali aveva parlato la sera avanti…

Etc etc.

Sarà opinabile come lo sono molti altri, ma tra i miei criteri di giudizio nella lettura, ce n’è anche uno lessicale. Esempio: leggo un romanzo uscito di recente che narra del contrastato amore tra la conduttrice di un programma radiofonico e uno scrittore bello e dannato (non proprio Baudelaire, ma via) e tra le varie cose, alla fine mi viene da dire “Che tristezza, non c’era una singola parola da cercare nel dizionario”. Equivale a dire: ha il livello dei racconti di riviste femminili, tipo Intimità (esiste ancora?) o Donna moderna. Non è scritto male, è semplicemente… un gran scivolare via.

Uno dei migliori modi di rifarsi è leggere qualcosa di non così recente, tipo un classico moderno italiano come quello di Brancati.

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