E la zeta?

La postilla sul buono Stalin è sempre lì, irresoluta. L’altro ieri ho accennato al mio dubbio con delle amiche che mi hanno guardato come se il sole m’avesse fatto male alla testa. Forse non a torto. Ma io non ho requie e non ho ancora scritto a Beccaria.

Non bastasse, ne ho una nuova. Nel finesettimana, sotto il nuvolicchio che mi ha ustionato, ho letto un po’ di libri: per esempio, questo, e poi questo. Nel secondo, sempre del fior fiore dell’editoria italiana, ho trovato:

[…] avrei portato Irene a tutti i cortei, appesa nel marsupio, facendola ballare dietro il camion dei Zezi.

Il gruppo non lo conoscevo, mi sono informata. E non so nemmeno abbastanza di fonetica napuletana per sapere come si pronuncia la zeta iniziale. Ma perché non “degli Zezi”?! Dopo la “s” impura, anche la zeta va allentando i suoi rapporti con lo/gli? Fonetista napoletano cercasi.

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