Dell’egoismo dei genitori

Leggo sempre con interesse gli articoli sui nomi: tendenze e abbastanza di frequente casi giudiziari. Casi tipo questo: una coppia di Rivalta si impunta che la figlia si deve chiamare Andrea.

Mi pare sensata la motivazione del pm:

“Il prenome Andrea è utilizzato nello stato italiano per indicare persone di sesso maschile e a nulla rileva il fatto che in altri paesi lo stesso nome valga ad appellare persone di sesso femminile”.

Perché creare confusioni inutili e problemi burocratici per un capriccio?

Già dare un nome a un figlio è un atto di massimo egoismo – ci vorrebbe una legge per cui uno quando diventa maggiorenne può cambiarselo se non gli aggrada -, ma trovo addirittura mostruosi i genitori distratti, quelli che danno nomi mal assortiti con i cognomi, quelli tradizionalisti spinti, così poi si creano tante belle Conci (magari per onorare la bisnonna), quelli che si incamponiscono con nomi assurdi per essere speciali loro, quelli che si lasciano magari influenzare dalla tv o dalle riviste di pettegolezzi vip e allora imbastiscono nomi pseudoinglesi o inglesi su carta e altro foneticamente: ricorderò sempre sulla spiaggia adriatica, un gruppetto di isolani lagunari, lei che urlava come una pazza, con quella bella “r” del peggior veneto: “Braia, Braia, vien qua, Braia!”*

* All’anagrafe probabilmente Brian.😀

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