Casa, Heim, home

E rieccomi in Kakania, sistemata per il prossimo mese e qualcosa. “Casa”, un’altra “casa” temporanea; perlomeno è la stesso locale che occupo dall’estate 2004, il che mi pare già un record di continuità. E’ buffo quando si era in viaggio, per esempio durante l’ultimo in Canada, e facendo programmi si diceva “…questo e quello e poi torniamo a casa“, intendendo il B&B, hotel, motel … di turno. Casa? Tenendo conto, poi, che abbiamo dormito nello stesso letto per due notti di fila soltanto due volte in 15 giorni.

I miei, che vengono da un’altra epoca, mi premono addosso da anni cercando di farmi comprare casa. Ma casa dove? Per non  dire “come” (cumquibus)? La casa è ormai un lusso da svariati punti di vista.  Per il posto di lavoro statalaccio, si prospetta una ventina (decina?) d’anni d’attesa, e per comprare casa ci vuole anche un lavoro fisso. Qualche giorno fa, girando nella mia unica attuale proprietà, la fiammante Micrina, ascoltavo un urbanista o analogo che prospettava nuove modalità di casa per il futuro. La seconda contemplata dall’esperto mi interessava particolarmente: una casa semovente, una specie di guscio della chiocciola. Un futuro di camperisti evoluti?

Casa dolce casa. Intanto buttiamoci sul lavoro. Temporaneo, va da sé, nel centro linguistico migliore della Kakania. Che aspettate a venire a fare un corso di tedesco?!

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