Il cuore sulla copertina

La copertina del libretto bianco reca un’insegna a cuore, sullo sfondo grattacieli grigi. Forse segnala al passante un localaccio di varie libidini. Se la copertina è la chiave al libro, io devo ancora infilarla nella toppa, ma  anche senza sbirciare dal buco so che questo cuore è rosso come l’allarme.

C’è già un tempo vagamente settembrino, sole svarechinato e ein Hauch Traurigkeit, un tocco di tristezza come orecchini di cattivo gusto. Due giorni fa, però, il lago era un incanto. Domani è l’ultimo giorno del corso di italiano a kakanici, i certificati e i moduli di gradimento aspettano dentro la loro busta, per l’ennesima volta posso riporre passato prossimo/imperfetto, sistema pronominale e imperativo, attività ludiche e comunicative, induzione e sopportazione. Il capo ha fatto il bonifico e s’è pure sbagliata nei conti, dandomi più euro del dovuto;  in Italia il sistema scuola si sommuove, ruttando nomine per tappare qualche buco che difficilmente parlerà tedesco.

Mia madre mi scrive timidi sms “Quando torni?”. La Maria Luigianesca città, invece, mi sembra così lontana, come se non ci avessi mai abitato. E forse è proprio così.

Ogni partenza porta pacchi e pensieri.

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