Sweating one’s guts out

Venerdì, due ore: una prima di bravi (ma 26!), una seconda di incontrollabili, e poi due ore due per strappare un paio di parole a colleghi coordinatori di classe in sala insegnanti, inseguire ogni dieci minuti Satrapino nel suo guizzare per la scuola con il magico foglio A3 dell’orario, che dovrebbe essere quello definitivo, ma forse anche no (“No ghe xè gnente de definitivo ne(l)a vita!”), e almeno mezz’ora per riuscire a scovare un fantomatico piano delle attività annuali che nessuno sembrava possedere e poi a fatica rincorrere bidelli da blandire soavemente per ottenere una fotocopia. Portandomi appresso i fogli, perché la scuola non ha carta.

L’espressione calzante per la settimana è:

to sweat (o to work) one’s guts out, lavorare come un mulo; darci dentro (fam.)*

E non per la trasmissione della lingua krukka, che finisce sempre in subordine con mio magno rammarico, ma per la fatica del rapportarsi a bambini, post-bambini e pre-adolescenti. Una folla di possibilità: i piccoli da traghettare verso un metodo di studio meno “maestra-dai-che-giochiamo”, i meno piccoli da contenere nella loro scoperta dell’inesauribile piacere di fare gli sfrontati con gli adulti, per non parlare delle titubanti gioie degli ormoni che si esplicano soprattutto nelle terze. Questo per i “normodotati”, perché poi c’è l’impressionante numero di quelli abnormodotati.  Per esempio, il disgrafico, quello: una volta mi pareva bastasse l’adagio “chi non capisce la propria scrittura è un asino addirittura”. Impera il suffisso “dis”: dislessico, disgrafico, discalcolico (?), dis…Disagi familiari. Disagi comportamentali. Problemi di autostima e autocontrollo. Iperattività. Deficit cognitivo. Problemi di voce. Psicofarmaci. Assistente sociale. Assistente psichiatrico. Alunni non italiani. Alunni che i problemi li creano, perché deve sembrar loro l’unico modo di farsi prendere in considerazione, di *esistere* nello spazio sociale della classe.

* Word of the day del Ragazzini (8.10.2008)

gut A n.

1 (spesso pl.) budella; intestino
2 (pl.) (fig.) sostanza, succo: Let’s get down to the guts of the matter, veniamo al succo della faccenda!;
3 (pl.) (fig.) coraggio; determinazione; risolutezza; grinta; fegato (fig.): to have the guts to do st., avere il fegato di fare qc.; sentirsela di fare qc.
4 (= catgut) budello; minugia; catgut
5 (naut.) gola; stretto
6 (pl.) (fig.) frattaglie (fig.); ingranaggi, parti meccaniche: the guts of a car, gli ingranaggi di un’automobile
7 budello (fig.); canale; strettoia
8 (slang spreg.) pancione
9 (slang USA) cosa facilissima
B a. attr.
(slang) emotivo; istintivo; profondamente sentito; che viene dal di dentro
· gut feeling, sentimento istintivo – gut reaction, reazione istintiva – gut-scraper, strimpellatore di violino – gut-wrenching, sconvolgente; angoscioso – (fam. USA) to bust a gut, fare l’impossibile; fare i salti mortali (fig.); mettercela tutta – (fig.) to feel st. in one’s guts, sentirsi qc. nelle viscere  (slang) to hate sb.’s guts, non poter soffrire q.; avere q. sullo stomaco (fam.) – (fam. USA) to spill one’s guts, vuotare il sacco (fig.); confessare; mettere tutto in piazza – to sweat (o to work) one’s guts out, lavorare come un mulo; darci dentro (fam.) – (fig. fam.) to turn sb.’s guts out, far rivoltare lo stomaco a q.

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