Appartamenti

Ieri sera su Report una tizia berlinese – secondo me una traduttrice! – diceva in ottimo italiano che nel quartiere di Prenzlauer Berg il suo appartamento di 118 metri quadrati le costava in affitto 600€, ora l’ha comprato: € 165.000. Qui in natio borgo villaggio downtown con quella cifra compri pochissimo più di un monolocale. Qualcosa non mi quadra…

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Cospetto!

La nostalgia, tinta sempre di satira, dei nonni umbertini trova però l’espressione più felice nel vocabolario approntato da Longanesi. Capace di trasformare in archeologia il linguaggio persino degli anni venti, allorché, ritagliando brani giornalistici, cronaca politica, annunci matrimoniali o ricette di cucina, era riuscito a fissare i contorni di un tempo da poco trascorso (nel numero monografico Dopoguerra, settembre-ottobre 1938), ha certo miglior gioco con i luoghi comuni della Terza Italia. Cosa sopravvive di quel linguaggio? Le esclamazioni per esempio: Caspiterina! Cospetto! Cribbio! Buon Dio di Francia! Perdirindina”… e i latinismi Frangar non flectar, Busillisi, Fate vobis, More solito, Non plus ultra, Bononia docet, Per aspera ad aspra, Vis comica… oppure i prestiti della vicina Francia: Escamotage, Farceur, Fisique du role, Livresque, Va sans dire… Quindi i connotati del muliebrismo: Chioma fluente, Collo niveo, Denti eburnei, Labbra tumide, Occhi vellutati, Pallore spettrale… insieme con ogni sorta di luogo comune. Modi di dire: La mosca al naso, Le stanche membra, Non ho parole, Modestia a parte, Sotto mentite spoglie, Spremersi il cervello, Volere o volare…, poi Araba fenice, Spada di Damocle, Ultima Tule, Umbria Verde, Abruzzo forte e gentile…; coppie obbligate aggettivo-sostantivo: Amare lagrime, Caso patologico, Fede adamantina, Fato ineluttabile, Gioia ineffabile, Grassa risata, Incipiente pinguedine, Ingegno enciclopedico, Meditazioni vagabonde, Mente indagatrice, Nobile gara, Ridda vertiginosa, Raggio vivido, Pallida idea, Voli pindarici… e locuzioni metaforiche di cui si fornisce un elenco interminabile che vale le caricature longanesiane: Colpo d’ala, Irto di difficoltà, Mare d’ametista, Nuovo di zecca, Pozzo di scienza, La voce della passione, Lo strazio dell’anima, Le scorie del passato, La luce di un sorriso, Le vette del pensiero, Il richiamo dei sensi, Il filo della vita, Il fiore carnale, Il tumulto delle passioni, Offrire il fianco alla critica, Trascinati dal vortice, Una sentina di vizi

Da M. Andreoli, Leo Longanesi, Il Castoro, 1980, p. 68 segg.

Alle spalle la porta tagliafuoco

im rücken die feuerschutztür

im rücken die feuerschutztür,

ihr metallisches flöten beim schließen. dass
der himmel wie fließpapier zustoßen wird, weißt du
jetzt nicht. wie er dein haus hält,
die streunenden schlüsselkinder –

ich geh in die binsen, ins ried
wie damals als mädchen, als längst
der blitzableiter in meinem Körper verkalkte

und ich das sirren der libelle vom wasser aus
für ein wort meiner mutter hielt.

Kathrin Schmidt, Go-In der Belladonnen, Verlag Kiepenheuer & Witsch, Köln 2000, presa da qui.

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Complessi

Stasera, guardando blob (e la settimana scorsa, leggendo l’Espresso), a veder certi insopportabili botoletti rabbiosi mi è sovvenuto di un botoletto del passato (mutatis mutandis…):

(…) a taluno è sembrato che disfattismo e fronda, i contrassegni della sua militanza fascista, e in più l’attitudine alla caricatura e alla beffa insieme con un terrorismo da snob depositario esclusivo delle regole del dover essere, non fossero fin dall’esordio se non l’arrogante, aggressiva compensazione della sua singolare piccola statura, di cui – dicono – soffrì atrocemente e che Cardarelli non risparmiò: Longanesi stanotte era infuriato – raccontava appunto il più caustico dei suoi amici -, ha passeggiato fino all’alba, su e giù, sotto il letto. (A. Andreoli, Leo Longanesi, Il Castoro, 1980, p. 34 seg.)

Foglietto d’appunti

Ovvero: Merkzettel. Mi segno quel che… se non fosse che poi io i foglietti dimentico di guardarli o di portarmeli appresso.

Merkzettel

Die schönen Frauen
die ich nicht beschlief.

Das Vaterland
das ich nicht rief

Die Traumgedichte
die ich mir nicht schrieb.

Sankt Brandans Insel
die mir übrigblieb.

Die Druckerei
die mich nicht druckt.

Der feige Tag
da ich nicht aufgemuckt.

Das schöne Leben
das ich nicht geführt.

Das ganze Elend
das mich nicht gerührt.

Peter Maiwald, Springinsfeld, S. Fischer Verlag, Frankfurt a. M. 1992, da qui.

[«Nur ein Ort ist für das Ich begehbar: “Sankt Brandans Insel”, jene legendäre Zwischenstation seefahrender Mönche des Mittelalters, die sich auf ihrer unendlichen Fahrt nach dem “Land der Heiligen” im Kreis bewegen. Aber der Titel des Gedichts deutet an, dass diese Fahrt zum Verheißenen Land noch nicht zu Ende ist: Ein “Merkzettel” hat ja die Funktion, Stichworte für noch nicht ausstehende Projekte und noch nicht realisierte Handlungen festzuhalten. Daher ist auch eine Zukunft möglich, in der sich die Utopien des Ich verwirklichen lassen.»]

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Della Germania so…

(Callocompitini dei primini)

Sei stato in Austria o in Germania? Se sì, racconta la tua esperienza. Oppure scrivi cosa sai della Germania e l’Austria.

(Knoblauch?!)
Io circa 3 anni fa sono stato in Austria. Il mio viaggio è durato 6 ore e mezza e sono passato per Graz, Lienz ma la mia metà era la capitale, Vienna. In quel periodo era quasi Natale e quindi c’erano tutti i banchetti. E’ stato molto bello vedere il castello di principessa Sissi. Inoltre c’erano dei cibi che a me piacevano molto, come la banana al cioccolato, i wurstel, eccetera. C’era una cosa che però non mi piaceva: che li le frittelle le fanno, invece che con lo zucchero, con l’aglio.

(Faule Karotten?!)
Non sono stata in Germania ne in Austria, però mia sorella ci è andata con la scuola in Germania due settimana per visitarla e anche per imparare il tedesco cosa che a lei piace un sacco e vorrebbe lo sapessi anch’io bene. I mangiari a detto che facevano un  pò schifo mangiava alla mattina o una carota marcia o uova che lei era allergica quindi non mangiava niente. A detto che se potrebbe ritornerebbe per sempre là perché gli piace molto.

(Stimmt!)
I tedeschi sono molto gentili e ti fanno sempre passare nei passaggi pedonali. La maggior parte dei tedeschi sono biondi e di carnagione color latte. Mi piace tanto il loro modo di fare colazione e adoro l’insalata di patate.

(Adolfo)
Della Germania so: E’ uno stato Europeo, come capitale a Berlino. Ci ha abitato Adolfo Hitler.

La Germania è un bellissimo posto dove vivere, con gente accogliente, simpatica, intelligiente. Ci sono belle Wagen, simpatiche Oma, ottime barche tipo Yacht, bravissimi suonatori di Xylophon, i pescatori più bravi del mondo che hanno pescato dei Fisch di 100 e passa kg.* Ma ci sono i più bravi cantanti di Hiodlei (record mondiale).
Dell’Austria: E’ parte di uno stato Europeo. Come capitale a Wien (Vienna). E’ nato Adolfo Hitler.

* E’ come presentano nel libro l’alfabeto: O wie Oma, W wie Wagen