L’ipersensibile mimosa

L’ignoranza crea nessi: sbagliati. Illustro con un acconcio esempio: mi sono sempre vagamente (non urgentemente, altrimenti avrei intrapreso un’azione conoscitiva) quale fosse il rapporto tra l’aggettivo tedesco mimosenhaft e la mimosa per come la conosco io, le palline gialle e lanuginose che arricchiscono i fioristi l’8 marzo di ogni anno.

Mimosenhaft in tedesco vuol dire

ipersensibile, delicatino, anche permalosetto (überaus empfindlich; übertrieben auf Einflüsse von außen reagierend).

Mah, pensavo sempre vagamente, forse perché la mimosa è sì così delicatina, la compri e dopo due ore il mazzetto è da buttare.

Invece non c’è nessun legame. L’aggettivo tedesco si riferisce alla vera mimosa, la Mimosa pudica, con fiori rosa e una certa ritrosia allorquando viene toccata (di qui anche il nome inglese Touch-me-not). Le mimose dell’odierna festa sono i fiori dell’Acacia dealbata e quello che io definivo con arte “palline gialle e lanuginose” sono i fiori “riuniti in capolini globosi sferici di colore giallo e profumati; raccolti in racemi di 7-10 cm che si sviluppano all’ascella delle foglie.”

L’immagine è tratta da un sito istituzionale australiano.

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