Ho imparato un nuovo termine per…

I mitili (a esser precisini, mitilo mediterraneo – Mytilus galloprovincialis) sono uno dei miei piatti preferiti. A Portovenere ne ho mangiati di deliziosi, con quel ripieno di mortadella profumata, quelli di Portonovo qualche giorno fa sono stati una sonora delusione e spero di rifarmi presto, molto buoni sono quelli che mangio qui. E dappertutto portano un nome diverso: qui quello poco allettante ma icastico di peoci (pidocchi), in Liguria muscoli e sotto Ancona moscioli.  Altrove si chiamano cozze (centro-sud, dice Wikipedia).

Wikipedia ricorda poi l’accezione gergale:

  • Nel Centro-Sud, il termine “cozza” ha assunto recentemente un’accezione gergale e metaforica, di probabile provenienza romanesca, connotante una donna o ragazza decisamente brutta.
  • In Campania, in particolare a Napoli, il termine “cozza” viene anche usato per connotare una donna di bassa cultura, rivelata dal particolare utilizzo di gergo troppo semplice e ricco di accenti tonici errati (Computér invece di Compùter). Il corrispettivo maschile, però, non è cozzo, ma cuozzo, che indica invece il comune contadino.

Per uscire d’Italia, mi sovvengono con nostalgia i grossi e succulenti green mussels neozelandesi, quelli mangiati al Pepper Tree a Coromandel Town!