Eufonia e nostalgia

La parola del giorno dello Zingarelli è

eufonìa
[vc. dotta, lat. tardo euphōnia(m), dal gr. euphōnía, comp. di êu ‘bene’ e phōne ‘voce’ ☼ 1585] s. f. (ling.) Effetto gradevole che si produce quando dati suoni si incontrano.

eufònico
[1748] agg. (pl. m. -ci) (ling.) Detto di suono gradevole | Che facilita la pronuncia. || eufonicaménte, avv.

E quel simbolo di picche lì davanti? Ah no, è un fiore, un messaggio amoroso…

«Tra le novità di questo Zingarelli 2010 spicca l’apertura a un cospicuo patrimonio di belle parole “da salvare”. Contrassegnate da un’icona di una semplicità elementare ma dal profondo valore simbolico, un fiore, ♣, – cosa c’è di più struggente e disarmante? –, sono quelle tante, preziose parole dell’italiano delle quali può sfuggire a molti il senso e di cui si deve tuttavia dire: “eppur ci sono”. Profumate in molti casi d’antico, non saranno proprie dell’uso corrente o correntissimo ma sono pronte a prestare la loro opera per chiunque voglia ancora disporne: parole carezzevoli e degne di rispetto, che valgono un nodo al fazzoletto perché non siano spedite in soffitta prima del tempo». (Tratto dall’Osservatorio della lingua italianadi Massimo Arcangeli)

Mi è venuto in mente che nell’ultimo lavoro mi sono battuta per un “plaga” – che, pensa te, viene dalla stessa radice di pelagos, mare – che secondo me lì, con quel linguaggio, con quell’autore, nel bilancio di avuti e dati che è la traduzione, ci stava benissimo. (Che però poi ci sia nell’edizione finale, è tutt’altro discorso. Le bozze, come scrivevasi, non ho potuto leggerle).

plaga
[vc. dotta, lat. plaga(m), dalla stessa radice del gr. pélagos ‘mare’. V. pelago; 1321]
s. f. (pl. -ghe, †-ge) 1 (lett.) Regione, zona della terra: una plaga fredda, calda, deserta, inospitale | †Parte del cielo: quindici stelle che ‘n diverse plage / lo ciel avvivan di tanto sereno (DANTE Par. XIII, 4-5)