Tempo di…

Dice il santo Duden che è periodo di conserve. L’altro giorno, alle convocazioni, chi mi diceva che aveva portato il carrellino per poi andare a comprare pomodori?

Ein|mach|zeit, die: Jahreszeit, in der besonders viel Obst, Gemüse o. Ä. eingemacht wird.

einmachen = {GEMÜSE, OBST} mettere qc in conserva: eingemachte Marmelade, marmellata fatta in casa.

Io non conservo nulla. Pulisco pavimenti di una casa vuota che è sempre più piccola di quella che schizzo su carta durante i finesettimana dedicati all’IKEA. Pulire stanca.

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Estate trascurata (adeguata?)

Ho trascurato il blog quest’estate, lasciandolo in balia di personaggi che sono arrivati qui con la chiave di ricerca “uomini con il **** grosso” (e mai ci si è sbagliati di più).

Un’estate faticosa, piena di novità, di cambiamenti, di decisioni pesanti.

Insomma, non c’è tempo per giocare con le parole, leggere un libro (la sera leggo mezza pagina e cado in coma), ma nemmeno per approfittare del persistente bel tempo per le ultime puntate in spiaggia (complice la tonsillite).

Forse un’estate adeguata.

ad|äquat <Adj.> [zu lat. adaequatum, 2. Part. von: adaequare = angleichen] (bildungsspr.): angemessen, entsprechend: ein -er Ausdruck; etw. ist jmdm., einer Sache nicht a.

(parola di Duden)

[Una delle poche parole che mi fanno tentannare dal punto di vista ortografico, ma dove lo metto l’Umlaut?]

Sommer 2009: Fazit

Baba Kakanien 2009.

Con il passare degli anni le estati kakanike mi sembrano sempre più veloci, anche quando sono in effetti lunghe e pesanti come quest’anno. Quella del 2009 è stata pesante, ma ricca di soddisfazioni dal punto di vista del lavoro (insegnamento; l’altro lavoro, una serie di ridicolissime vicissitudini poco fruttuose).

Tormentoni dell’estate 2009:

“Sai, capisci” – un evergreen che si rinnova di anno in anno, sempre efficace, detto in tono ansioso e ansiogeno. “Sai capisci” va completato con il nome delle figlie bisognose di cure costanti (sai, capisci, la Emma, devo stirarle le camicie, sai capisci, la Alda, devo farle da mangiare)

“Abbi pazienza” – con accento parmigiano, vocali allargate e tono sprezzante-condiscente. Nato da una sigaretta mal spenta (da me) nel ristorante Landhaushof, seguito da “si spegne da sola”, è assurto a factotum nei momenti problematici

“Oh na nie” – breve il primo (oh na), lungo il secondo (niieeee), da una barzelletta della Frau Chefin (Treibst du Selbstbefriedigung?  -Oh na, niee) e ripetuto da me come mantra ridanciano

Di negativo
La magione estiva peggiora di anno in anno, questa volta è stato difficile riposare decentemente, aumentano i rozzissimi giovanotti puzzoni e facili a birra, schiamazzi e stupefacenti vari.
L’annoso problema del test di piazzamento e della mancanza di lavoro collegiale continua, continua…

Di positivo
Dopo due estati contrassegante da infreddature pesanti, finalmente non mi sono ammalata, yuhu.
Buon numero di corsisti, buoni gruppi (qualche problemuzzo con il terzo), persone cordiali e vivaci, e anche dei bellissimi regali per l’insegnante: una Kirchtagstasche Pleamle, fantastica, e un bellissimo set di Schmuck rosso. Supernette KursteilnehmerInnen!

süffig

süffig
(ugs.): (bes. von Wein) angenehm schmeckend u. gut trinkbar: -es Bier; ein -er Wein.

Boah, der Prosecco war eh süffig! Ich kann meine sommerliche Residenz nicht mehr aushalten, wirklich nicht. Lustig! Lustig!

Buchi estivi e tempo di cetrioli sott’aceto

Parola di Duden di ieri o forse l’altroieri.

Som|mer|loch, das <o. Pl.> (Jargon): bes. an wichtigen politischen Nachrichten arme Zeit während der sommerlichen Ferienzeit; Saure-Gurken-Zeit.

Chissà qual è la definizione corrispondente dei giornalisti italiani. Perché d’estate è veramente difficile trovare qualche notizia appetitosa, eh? Non restano che la morsa del caldo (ah, no, mi scusino, è la morsa del freddo) e la diaspora estiva (ah, no, mi scusino, è l’esodo estivo).

Tempo di cetriolini sott’aceto, dicono poi (Saure-Gurken-Zeit): come a dire – immagino – che verdura fresca non ce n’è, resta quel vasetto nel frigo, quello che lasci lì da tempi immemori, pensando quella volta che non ho voglia di andare al supermercato, qualcosa di scorta ce l’ho.