Il ballo delle uova

Ei|er|tanz, der [eigtl. = kunstvoller Tanz zwischen ausgelegten Eiern] (ugs.): sehr vorsichtiges, gewundenes Verhalten, Taktieren in einer heiklen Situation: einen E. [um jmdn. od. etw.] aufführen, vollführen.

ballo delle uova [propriamente danzare tra uova disposte] (coll.) comportamento molto cauto e tortuoso, usare una tattica in una situazione spinosa

Qui altro che ballo delle uova, le uova le rompiamo alla grande.  Si va dalla parrucchiera e se ne esce con una testina spelacchiata denominata “taglio corto e sfilato, pratico e disinvolto”. “Darci un taglio”. Tagliare via un sacco di cose, tagliare via persone, tagliare via luoghi. Basta.

Annunci

Corruzione

– Perché ogni volta che vi do dei compiti, controllerò uno a uno se li avete fatti, va bene?

(la biondina irrequieta, da in fondo) … be’, potrebbe esserci un controllore…

– ?

[Poi mi viene in mente: è una prima classe, saranno abitudini introdotte dalla maestre]

(il marocchino incontenibile) Ma poi noi lo corrompiamo.

– !!!

(il giuggiolone ridarello in primo banco) Cosa vuol dire “corruzione”?

– Una cosa negativa: se paghi qualcuno perché quella persona non faccia quel che deve fare.

(lo spiritoso in fondo, dal nome triplo, la mamma ci tiene che almeno due vengano sempre proferiti) Fico!

Questi sono avantissimo.

Bislacco

Adoro la parola del giorno di oggi manata dallo Zingarelli – ed è ancora più bella la versione popolare, che però è data per defunta e in effetti non l’ho mai sentita né letta:

biṣlàcco o (pop.) † ṣbillàcco
[vc. espressiva, di orig. oscura ☼ 1608] agg. (pl. m. -chi) Stravagante, strambo: cervello b.
|| biṣlaccaménte, avv.

Il risotto vs der Risotto

Per una volta ho qualche dubbio sulla “parola di Duden” del giorno. Leggo:

Ri|sot|to, der; -[s], -s, österr. auch: das; -s, -[s] [ital. (milanesisch) risotto, zu: riso = Reis] (Kochk.): Gericht aus Reis, Butter u. Parmesan.

Definire il risotto come un “piatto a base di riso, burro e parmigiano” non mi pare adeguato. Una definizione del genere mi fa venire in mente il riso in bianco che si mangia quando si sta poco bene! Il Duden dimentica bellamente che un risotto ha sempre un altro ingrediente di base, che siano il radicchio (il mio preferito!), i funghi, i frutti di mare. Poi, sarà che è una vecchia diatriba con mia madre che vorrebbe sempre aggiungerci un po’ di burro, per renderlo pastoso, e io mi rifiuto perché lo trovo stucchevole, il burro non è obbligatorio; in certuni risotti, per esempio quello di mare, nemmeno il parmigiano (il grana, diciamo qui indistintamente).

Confrontando il Duden con il De Mauro:

ri|sòt|to
s.m. CO primo piatto a base di riso e di vari ingredienti e aromi, cotto aggiungendo acqua, brodo o vino fino a ottenere un insieme di consistenza cremosa più o meno densa: r. coi funghi, al nero di seppia, coi carciofi, alla pescatora; r. al dente, scotto.

Polirematiche
risotto alla milanese loc.s.m. CO TS gastr., piatto a base di riso cotto in padella con burro, vino bianco, brodo e aggiunta di zafferano, cipolle tritate e midollo di bue risotto giallo loc.s.m. CO TS gastr., r. aromatizzato con zafferano risotto primavera loc.s.m. CO TS gastr., r. con verdure tipicamente primaverili, spec. piselli e punte di asparagi.

Zettelwirtschaft

Alla lettera è l’economia dei biglietti, dei foglietti.

Zet|tel|wirt|schaft, die (ugs. abwertend): großes Durcheinander an Notizen, Aufzeichnungen auf zahlreichen, unsystematisch angeordneten Zetteln, Karteikarten o. Ä.

Parola di Duden

E’ un termine dal tono negativo che rende la situazione di chi è pieno di fogli e foglietti disordinati. Ecco, praticamente l’inizio di scuola, quando una vorrebbe fare una specie di indagine su passioni e avversioni dei ragazzi, ma il lato negativo della fotocopia è proprio il fatto che spesso si sfoci nella Zettelwirtschaft – lo fanno pure i grandi, figuriamoci i “pre-adolescenti”…

Zettelwirtschaft <-, ohne pl>
f fam pej (caos m di) foglietti m pl e fogliettini m pl: der hat vielleicht eine Zettelwirtschaft!, quello è sommerso da foglietti e fogliettini!
(Giacoma-Kolbe, Zanichelli, versione 2009)