Gita a Lubiana

Come per qualunque gita limitata al centro storico e a poche ore, non può essere che un giudizio limitato, però Lubiana mi ha fatto una bella impressione. Tutte le foto* hanno quel che di plumbeo che ci ha regalato un cielo nuvoloso, nevischioso in mattinata, ma tutta quell’architettura a metà barocco e a metà Jugendstil deve rilucere sotto il sole. Pochissimi i lubianesi in giro, mentre gli italiani sono arrivati a frotte, chiassosi, pigri, ciondolanti lungo i baracchini del mercato natalizio che però non presentava niente di straordinario rispetto ai vari Christkindlmärkte austriaci che conosco. Abbiamo avuto la fortuna di seguire una guida dai modi gentili e dall’eloquio chiaro, se solo non avesse detto “praticamente” ogni due parole sarebbe stato perfetto, questo triestino expat per amore.

Ho avuto due delusioni: non si parla tedesco, alla faccia del passato austro-ungarico così vivo nell’architettura e alla faccia della vicinanza con l’Austria che si vede in molte cose (persino i cartelli in autrostrada erano uguali) e mi son dovuta arrangiare con l’inglese, ma soprattutto non sono riuscita ad assaggiare specialità slovene, io che sono una patita del turismo gastronomico. Io già che sillabavo cevapcici e palacinke e … (Lonely planet, piantala di elencare specialità). La globalizzazione della cucina è un fatto.

* Facebook, solo per amici…

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