Desipienza e memoria

La parola di oggi dello Zingarelli, in particolare nella sua versione più antiquata, potrei usarla quando sento certe cose in classe, tanto non la capirebbe nessuno:

insipiènte
[vc. dotta, lat. insipiĕnte(m), comp. di in- (3) e săpiens, genit. sapiĕntis ‘sapiente’ ☼ av. 1328] agg. · Stolto, sciocco: un ragazzo i. che vuole insegnare agli altri. || insipienteménte, avv. (raro) Scioccamente.

desipiènte
[vc. dotta, lat. desipiĕnte(m), part. pres. di desĭpere, comp. di dē- e săpere ‘aver gusto, buon senso’ ☼ 1858] agg· (raro, lett.) Insipiente, vano, sciocco

In verità la desipienza è sovente la cosa più gustosa di tutta la lezione.  Ma il problema della desipienza è che … be’, appunto, che non è intelligenza, è propria di persone che non capiscono e non accettano per esempio il brutto voto come segnale e sprone, ma come insulto personale e poi rimuginano rancore per secoli. Non si può quindi pensare di scamparla quando questi simpatici desipienti si avviano gloriosamente verso le superiori. Si veda infatti il caso di Ludwigshafen, in Germania, dove un ventitreenne ha accoltellato un suo insegnante che gli dava dei brutti voti quando il giovane frequentava la scuola professionale. E dato che l’assassino ha lasciato la scuola *nel 2004*, ovvero quasi sei anni fa, è evidente che i brutti voti possono incidersi nelle menti di taluni (ora che ci penso, A. l’anno scorso era noto per la sua passione per le armi… ma che voto gli ho dato, alla fine? Sicuramente un sei, ma magari qualche commento non entusiastico potrebbe avergli turbato la mente… Mah!)

E poi ci si lagna e si alzano alti lai se vengono fuori degli ignoranti con la sufficienza. Se voglio suicidarmi preferisco altri metodi.

Rovinografia

La parola del giorno dello Zingarelli è incredibilmente interessante per la scrivente, un calco dall’inglese.

doomwriting
[vc. ingl., comp. di doom ‘distruzione, rovina’ (vc. germ. d’orig. indeur.) e writing ‘scrittura, presagio’, da to write ‘scrivere’ (vc. germ.) ☼ 1982] s. m. inv. · Rovinografia.

rovinografìa
[comp. di rovina e -grafia: calco sull’ingl. doomwriting ☼ 1971] s. f. · Visione fatalmente pessimistica del futuro, che porta a prevedere e descrivere sciagure e catastrofi. SIN. Doomwriting.

Non perché io sia rovinografa. Io proprio sono specializzata nel rovinarmi la non fiction.

gnatzen, gnatzen

gnat|zen <sw. V.; hat> [aus dem Niederd., urspr. lautm.] (ugs.): mürrisch, übel gelaunt sein. (Parola di Duden)

Come sempre, dopo le gran fatiche, nel giorno libero che forse dovrebbe essere festoso e invece è il momento di riordinare, pulire, stirare e rimuginare su latte versato e buttato, sono parecchio gnatzen.

Absacker

Ab|sa|cker, der; -s, – (ugs.): am Ende eines Zusammenseins oder vor dem Schlafengehen getrunkenes letztes Glas eines alkoholischen Getränks. (parola di Duden)

Il bicchiere della staffa?