Vento

Ah, i tempi in cui pensavo che mi sarebbe piaciuto vivere a Trieste. Ora che ho la casa percorsa dai venti come se ci fosse una porta di frasche,  ho freddo e sono spaventata dagli ululati, dal vibrare delle finestre e dal ribollire degli scarichi in bagno, mi sta passando il desio. E mi viene in mente il vento freddo di Vienna, mai però così violento, e il vento di Wellington, pauroso,  che faceva vibrare l’Hotel Duxton e io seduta sul bordo della vasca a pregare che non crollasse.

2 pensieri su “Vento

  1. Un’interessante questione è: in cosa consiste la sgradevolezza, nel freddo o nella violenza? Io direi la prima cosa. Un vento violento ma caldo non mi fa antipatia, quando qui fa freddo e penso ai tropici mi sembrano piacevoli persino i cicloni.

  2. La violenza, assolutamente la violenza. CHissà che direbbe uno strizzacervelli, ma io quando si alza il vento inizio a stare male, ho la sensazione che potrebbe sfuggirmi tutto, che mi scappino dei pezzi (oggetti, di me, chissà), è una forma di vertigini. Freddo o caldo, è sempre terrorizzante…

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