Non perché posso permettermelo, ma perché voglio farlo

La goduria di mandare e-mail a qualcuno che si lamenta dei miei prezzi salutando carinamente e dicendo “aspetto il bonifico per quel che ho fatto finora, poi siamo a posto”. Stringendo i denti, si può fare.

Con le case editrici la procedura è ancora migliore. Si smette di mandare e-mail. Quelli non ti cercano più e aprono le porte a coloro che accorrono boriose al posto tuo, quelle senza vergogna e senza morale, quelle che si dichiarano della stirpe dei cavalieri senza macchia e poi venderebbero la mamma e tutta la famiglia per soddisfare il proprio ego narciso.

I succhi di frutta si fanno con la frutta marcia

In una giornata come oggi, poco differente dalle altre di questa lunga vacanza pasqual-elettiva, per una combinazione di cose mi torna in mente un passo del libro che ho letto qualche giorno fa:

E parliamoci subito chiaro, alfabetizzato, due cose vanno bandite per galleggiare all’inferno laico. Vergogna e morale. Se invece li possiedi, questi due scellerati difetti, allora è meglio che ti organizzi due stanze a Catanzaro o a Selva di Val Gardena. E tiri a campare dentro la truce quotidianità tutta somigliante a se stessa. Se si possiede vergogna e morale, si soccombe come le pere Spadone sotto al sole rovente. Buone per i succhi di frutta”.

“I succhi di frutta si fanno con la frutta marcia, che non lo sai Tonì?” (Roma, 11 novembre 1988, Lello Lepore, alias Percoca, imprenditore agro alimentare di un certo rilievo, a Tonino Paziente, fuori una rinomata pizzeria.)

P. Sorrentino, Hanno tutti ragione, Feltrinelli, Milano 2010, p. 293

Se non Catanzaro o la Val Gardena, vanno benissimo anche le due stanze da queste parti, sempre in culo al mondo siamo. Mentre gli altri avanzano, privi di vergogna e di morale.