In der Türkei!

“In Turchia” – che diamine di titolo è?

Biondosvampito di 2B non è ancora tornato dalle vacanze, perché? chiedo io, sollecita insegnante, avendo già notato tre giorni di assenza, è forse malato? Voci si alzano: in crociera, in Turchia. In der Türkei, sorride Egomaniaco dal primo banco, dove l’ho relegato io, in evidente solitudine,  per curargli il mal di chiacchiera.

Bravo! Ti do un +, proprio bravo. Vedo qualche sopracciglio alzarsi, Faccettadibronzo pensa di poter cogliere la palla al balzo e ripete: In der Türkei (io mi beo, eccezione colta, dativo corretto, aaaahhhh). Troppo facile, dico spegnendogli la baldanza, ma voi non ci credete, un bel + glielo do davvero. Apro solennemente il mio quadernone dei voti e appunto.

Ragazzi, questa è una lezione da cui sono uscita con una nuova medaglia appuntata al petto: quando  l’allievo, bizzoso preadolescente  di impegno moderato, commenta naturalmente un fatterello extrascolastico in lingua, usando con spontaneità quanto è stato oggetto di addestramenti continui e tutt’altro che spontanei, quella è una giornata di vittoria.

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