Tra pasticci e prove

Mi soccorre una nuova aula, luminosa, ampia e con tavoli mobili, per cui è possibile sistemarli a isola. In compenso non riesco a collegare il pc alle casse e non funziona il lettore CD, sopperito almeno questo dal lettore DVD. E’ brutto quando ti trovi a trafficare con le tecnologia, i partecipanti si annotano tutto e questo viene percepito come sciatteria. Forse lo è. Sarei dovuta arrivare non cinque minuti prima ma trenta minuti prima, sapendo di avere una nuova aula. Figuriamoci, me ne ero dimenticata.

Mentre ancora traffico con cassetti e cavi do loro il mezzo A4 da riempire con il Diario di classe (ho spiegato perché e per come, ma temo di non essere stata molto convincente…boh. Sperduta 1 mi guarda sempre strizzando gli occhi e inclinando il capo, è sorda, è mezza cieca, che c’è?!?!? Le altre sono o sfingi, come Mistero e Neolatina, o sembrano sempre leggermente imbarazzate, come Albergo).

Domande da parte del pubblico pagante mi costringono a fare uno schema riassuntivo dei pronomi personali al complemento di termine (qui parlo di oggetto indiretto, secondo le diciture dei libri, magari una volta o l’altra te la chiarisci questa cosa, eh? Note to myself). Pensavo di aver bisogno di dare una sbirciatina ai miei materiali collaudati anno dopo anno, invece mi sono (felicemente) accorta di averceli ormai in testa perfetto per quanto riguarda la morfologia, magari sarebbe bene avere la medesima meccanica sicurezza anche per sintassi ed eccezioni (loro).

Quindi continuiamo con gli esercizi fino alla pausa. Ripasso che rende contenta per esempio Neolatina che chiede un argomentino di grammatica al giorno. E questo a dispetto del fatto che tutte siano state d’accordo nella condanna della grammatica. Porella grammatica. Ogni tanto infilo qualche panegirico per il lessico e introduco gli associogrammi, vediamo se anche in questo corso non ci bada nemmeno il cane della serva.

Durante la pausa, coup de theatre. Una Anzianotta del gruppo 1 vuole venire da me. Già si sollazza in compagnia delle altre Anzianotte durante la pausa caffè, come ogni anzianotta degna di questo nome vuole fare i gruppi a suo piacimento (e per di più è ex insegnante o forse ancora in attività e quindi sa lei come vanno queste cose, eh, figurati). D’altronde nell’altro corso si sono accumulate svariate personalità eccentriche, due studenti superiori probabilmente loquaci come grizzly, una studentella tanto dolce quanto sperduta (la variante giovanile delle mie Sperdute), una buzzurra mandata dall’ente che eroga i contributi per la disoccupazione, motivata quanto un bradipo, e la nostra Diversamente Creativa, povera cara. Anzianotta prova a venire nel gruppo Anzianotte e si trova – inspiegabilmente, parliamo come automi sull’orlo della fine delle batterie – travolta dal troppo italiano e dopo dieci minuti, quasi in lacrime, se ne vorrebbe andare. La rassicuro e la convinco a restare fino alle 12.30 (tanto non resisti comunque ma almeno non farmi queste scenate melodrammatiche, bitte sehr).

Mistero ha preparato i vocaboli per oggi. Strano come negli anni scorsi quasi tutti abbiano colto al volo come preparare il lessico e quest’anno continui a trovare persone che interpretano l’attività in modo strano. Ma insomma, Mistero se la cava abbastanza bene, anche se è fluente come una che sia appena uscita dal dentista e abbia subito un trapianto di gran parte dei denti.

Le attività di ascolto sulle parole preferite dagli italiani procedono abbastanza bene (io sbircio spaventata le Sperdute, mi sembrano reagire bene). Belle le scelte delle corsiste sulla parola italiana che preferiscono, compito che ho rinnovato per domani in forma scritta (vorrei farne un poster, almeno uno). Interessante anche la scelta della parola tedesca più amata (ho mostrato loro il risultato del concorso Scegli la parola tedesca più bella del 2004, Habseligkeiten)

Anche di questo seguirà comunque compito scritto (sperolo, almeno).

Finiamo con ipotesi su dove si parla italiano e lettura (in verità un po’ troppo veloce!) del testo in cui si narra e conta dei luoghi dove si parla italiano. Fa un po’ pena la cosa, tra il dover citare il Vaticano e San Marino, ricordare vergogne tipo la Somalia e calcare la mano sulla nostra emigrazione un po’ in tutto il mondo. Io testi del genere li eviterei alla grande in un testo di italiano. Bah.

Alla fine Anzianotta disperata getta la spugna. Io non la trattengo.

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