Martedì

E’ la giornata nera per me che ho il fuso orario dei nati stanchi. Devo essere a Reutlingen per le otto del mattino, anzi, dovrei arrivare alle sette e mezza per riuscire ad arrivare a scuola in tempo, e dunque dovrei prendere il treno da Stoccarda delle 6.16, ma ho pensato di tirare un po’ la corda e arrivare un pelino dopo, prendendo il treno delle 6.52 che mi smolla a Reutlingen alle 7.43. Con un po’ di fortuna potrei arrivare in tempo, invece il 4 mi scappa sempre mentre arrivo, persino oggi che praticamente ero davanti alla porta. Ma i teutonici, si sa, son teutonici.

Arrivo alle 8.15 in classe. Fingo sovrana indifferenza. E se un giorno la collega del Tandemunterricht si stufa e mi mette nei guai? Per ora non ci penso, ho in animo una soluzione per il futuro (una Pension dove dormire la notte del lunedì. Altre spese. Ma per una nata stanca evitare di svegliarsi alle 4 del mattino forse vale la somma. Dipende ovviamente dalla somma. Nata stanca sì ma con un po’ di ritegno).

Per quattro ore faccio il mio servigio di aiuto. Poi parlo con il preside che è sempre gentile ma quando poi esco dal suo ufficio sono sempre profondamente insoddisfatta. E’ un preside, mica Mago Merlino, ok. Devo scrivere un Elternbrief. Devo. Devo. Intanto sbircio i documenti che la mia predecessora ha incautamente lasciato nella cartella Download del pc e vedo anche quanto guadagnava. Anzi, telefono al prestigioso ente da cui dipendo per sapere se pensano di pagarmi, prima o poi. Il capo dell’amministrazione è malato. Tiè.

Attendo le 16 per fare una Arbeitsgemeinschaft che non si tiene in piedi e infatti compaiono 4-5 persone e facciamo lezione in androne, come viene viene. Come tutto ormai. Quando ho finito sono le 17, raccolgo i frantumi di me e me ne torno a Stoccarda, anche oggi dormendo della grossa in treno.

Arrivo poco prima le 20 e ho la sorpresa dei termosifoni spenti. Qualcuno mi ha detto che è stata la vendetta dell’ostello per i miei reclami circa le pulizie limitate in Apartment. Fan questo anche i crucchi? Non c’è più pregiudizio che tenga.

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