Mercoledì

Almeno si dorme di più. E la mattina sono pure ripartiti i termosifoni (ho scritto una mail nella notte…non ci sono persone contattabili!). Da mercoledì i turni si spostano al pomeriggio e la location della mia personal fiction è Ulm, a 80 chilometri da dove abito (Reutlingen sono circa 60 chilometri di strade ferrate).

Ma anche così tutta la giornata se ne va. Faccio appena in tempo a ragionare su cosa togliere dalla borsa – ormai allo stremo! – e cosa mettere, e di solito il tempo è appunto così scarso che infilo molto più materiale di quanto poi me ne serva, ma vivo nell’incertezza di non sapere esattamente cosa farò, perché le reazioni degli “utenti” sono ancora difficilmente comprensibili e prevedibili, perché un qualche supporto tecnico può sempre venirmi a mancare, perché non è detto che la fotocopiatrice funzioni ecc ecc.

Il primo corso è una deliziosa Arbeitsgemeinschaft di cinque turchi (di cui tre gallinelle in fregola e un mezzo avanzo di galera fondamentalista), un portoghese e un bolso italo-greco che ha perso per strada la cultura greca e lo spirito italiano ed è rimasta solo la bolsaggine. Per lo più si lanciano palline di carta, parlano in turco, ridono e flirtano. Io aspetto, opero il “silenzio attivo”. Non ho altri mezzi. In un mese non sono riuscita a insegnare loro nemmeno i numeri fino a 20 e a malapena riescono a spicciare un “mi chiamo…”.

Il secondo corso è solo per italiani ed è il migliore che ho, vorrei tanto replicarlo in ogni singolo pomeriggio. Gli iscritti sono otto spaccati (numero minimo!), bravi, carini, lavativi come tutti ma angeli, soprattutto dopo l’ora e mezzo demoniaca che li precede. Abbiamo parlato di esami perché in men che non si dica si avvicina la data dell’Eurocom, una prova su cui devo spacciare conoscenze che invece non ho. Insomma, la solita cialtronaggine italiana. L’ente da cui dipendo qui si è dimenticato che esiste la possibilità di trasmettere conoscenza non solo per chiacchiere e quattro informazioni scarse estorte da colleghe che – è chiara la percezione – avrebbero di meglio da fare che illuminare l’ultima arrivata.

Appena esco dal corso, ho una commissione: recuperare la chiavetta USB che ho dimenticato in un negozio di fotocopie prima delle vacanze. Ci sarà? C’è. Tonnellate di pesi al cuore mi cadono di dosso. I teutonici son teutonici (e ogni tanto la frase ha valenza positiva).

Arrivo a casa verso le venti. Rotta.

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