Il treno. Ancora. Ogni giorno.

Non riesco a organizzarmi secondo gli strampalati orari di questo lavoro per il quale tre giorni a settimana devo tenere i corsi di pomeriggio. Io sono un essere lunare e lunatico e di svegliarmi presto la mattina non c’è verso. Per cui mi alzo tardi (dopo essere andata a letto tardi) e la mattina basta appena per lavarsi i denti, vestirsi e buttare quarantamila libri nella borsa, non avendo provveduto a organizzarmi meglio e a selezionare bene il materiale.

La sera, in queste freddissime e umide sere ulmensi, perdo il treno delle 17.10 per poco e devo attendere un’ora per un altro regionale, opzione gradita per questioni di costi. Ma stamane pensavo a quante cose dovevo fare la sera e ho pensato di prendere un IC prima. Mentre salivo sull’IC, ho sentito che il treno delle 18.10 era stato annullato e ho sentito un certo sollievo, ma te guarda le casualità positive.

Non l’avessi mai pensato. Chissà se per un altro Personenschaden (tra l’altro, esattamente un mese fa! Che ci sia un periodo più ricco di tali eventi?) o chissà cosa, siamo rimasti fermi a Esslingen, quindi “a due passi” dalla stazione di Stoccarda per un’ora e mezza. Un’ora e mezza! Volevo risparmiare 20 minuti… e ne ho persi 90.

Mi hanno sempre lasciato indifferente le proteste dei pendolari dei treni italiani, quando ne avevo notizia dai giornali o telegiornali. Ora inizio vagamente a capire cosa possa essere…

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