Tempus fugit, goditi il Glühwein

Cosa mi rimarrà di questo anno teutonico? Nella memoria, nel rendiconto di quanto sono riuscita a fare di quello che mi proponevo? Tempo, mi manca sempre il tempo. Finisco di lavorare a Ulm, venerdì, e prendo un treno per Monaco, dove passo un finesettimana che vola via in un turbinio di incomprensioni e urlate iniziali, di persone estranee o meno estranee, di stanchezza, di avidità da lontananza, di appetiti da colazioni a buffet, di Weihnachstmärkte e Glühweine. E di nuovo il treno.

Lunedì è pieno, pieno e finisce sempre male, con un corso semivuoto e raffazzonato, dove praticamente riesco a scontentare quasi tutti i pochi presenti, o almeno la mia scontentezza è tale da dipingere il mondo di nero. Ma la sera sono invitata a casa dei genitori di una collega, una Kollegin bionda e azzurrocchiuta, come ci si aspetta da una tedesca. Un angelo. Gli angeli per me sono quelle persone che arrivano quando mi pare che il mondo sia un grumo di ostilità. Questa mia omonima è l’unica che mi ha sorriso sinceramente, non un sorriso di circostanza a denti stretti e una delle poche che mi ha parlato come se fossi una collega qualunque, non l’intrusa spodestatrice per cui mi ha fatto passare quella mentecatta che mi ha preceduta negli anni scorsi. I genitori abitano a RT, in un’enorme Fachwerkhaus (una come questa, per intenderci) e il bianco che regna all’interno si intona perfettamente con i loro sorrisi, il loro buon vino, il pesce pescato dallo zio nel mare del Nord e la leggerezza con cui mi hanno accolto.

Il martedì è di nuovo una corsa, perchè mi alzo a fatica, fiaccata dal mal di gola, dal raffreddore e dalla stanchezza. Prendo il treno all’ultimissimo secondo, ultima di un drappelletto di ultimi arrivati, che mi sembra corrano alla moviola, forse sono così anche io, ci infiliamo come fantasmi nell’ultimo vagone, la porta si chiude. Fuori arriva un ultimo robot del pendolarismo, ma il treno si muove.

La giornata è meno dolorosa del lunedì, se non fosse che fare da sostegno ai bambini delle elementari implica anche aritmetica, e io ho rimosso tutto con la maturità e per di più non riesco a fare matematica in tedesco, devo parlare in italiano, è come le parolacce, roba delle viscere, va fatta nella lingua madre.

Mi resta un pezzo di pomeriggio libero, evviva. Torno a Stoccarda, passo nella sede del prestigioso ente a prendere un pacchetto, torno a “casa” e lo deposito, prendo altri mezzi, altre UBahnen, altri Busse, e torno in centro, faccio acquisti, guardo e gironzolo, mi sento una persona quasi normale. Il Weihnachtsmarkt di Stoccarda è proprio bello: si apre in largo davanti al castello barocco della città, si infila nella Vecchia cancelleria, serpeggia per il centro fino al Rathaus la cui facciata è un enorme calendario dell’avvento. Le bancarelle sono piene di gente che giovialmente mangia salsicce nel pane e beve Glühwein, vin brulè. Apri un mercatino e il tedesco mostra tutta un’altra faccia.

Un pensiero su “Tempus fugit, goditi il Glühwein

  1. forse è l’unica persona che nel tuo tribolamento teutonico, è riuscita a vedere per una volta il tuo viso raggiante e sorridente, e ha deciso che durante il tuo periodo di soggiorno/lavoro Cermanico ti mostrerà il suo di😀. P.S.: c’è anche il lato bello della germania e dei suoi teutonici abitanti😀

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