Non sarebbe stato proprio tipo Madrid

Reichenbach. Wegen einer Bombenankündigung kam es am Mittwochabend in Reichenbach zu einem Großeinsatz von Landes- und Bundespolizei. Im Bahnhof Reichenbach kündigte gegen 19.15 Uhr ein bislang unbekannter Fahrgast beim Ausstieg aus dem Regionalexpress den einsteigenden Reisenden eine Bombe im Zug an. Die angesprochenen Fahrgäste verständigten daraufhin den Triebfahrzeugführer des Regionalexpresses von Ulm nach Stuttgart. Auf Anordnung der Bundespolizei evakuierte der Lokführer mit zwei Mitarbeitern der DB-Sicherheit sofort die zirka 170 Reisenden aus dem Zug. (aus)

Reichenbach. Mercoledì sera, a Reichnebach, una bomba annunciata ha causato uno spiegamento di forze da parte della polizia locale e federale. Verso le 19.15 alla stazione di Reichenbach un passeggero, di cui sono rimaste ignote le generalità, scendendo dal treno regionale ha annunciato la presenza di una bomba sul treno ai passeggeri entranti che si sono affrettati a comunicarlo al conducente del treno regionale da Ulm a Stoccarda. Per ordine della polizia federale il macchinista, insieme a due responsaibli della sicurezza delle Ferrovie tedesche, ha subito ordinato ai circa 170 passeggeri di lasciare il treno.

Tra i 170 c’ero io. Hai capito, non era un suicida. No, era di molto meglio. Molto più spannend, avvincente. E se fosse stato vero? E se fossi saltata in aria? Ma così, a Ebersbach an der Fils, in mezzo al nulla?

Oggi comunque è filato tutto liscio. Treni in orario. Nessuna bomba, nessun Personenschaden. A volte penso di aver un angioletto che mi aiuta o forse lassù pensano che tutto sommato ne ho abbastanza di grane e grattacapi per quanto riguarda lavoro (impossibile), casa (ancora per aria), salute (poco solida in questo periodo, anche se fortunatamente solo debolezze). Immagino quest’angioletto proteggermi mentre me ne giro da sola per Stoccarda, anche la sera tardissimo, come quando la società dei mezzi pubblici comunali ha ben pensato di fare una serrata e sono rimasta appiedata per tre giorni, esattamente nei giorni in cui avevo appuntamenti per vedere camere in WG e ho girato su e giù per la città, tranquilla, ignara.

Ora invece mi è preso questo sfizio di controllare quasi quotidianamente la pagina dei resoconti della polizia sulla Stuttgarter Zeitung e mi ricordo che tutto sommato questa è una grande città, con le sue insidie, i suoi pericoli e i suoi molti pazzi. Prendendo solo ieri a esempio: in mattinata una donna è stata scippata lungo le scale della fermata della U-Bahn che uso quasi ogni giorno, a Marienplatz; nel pomeriggio è stata derubata una mia coetanea in un sottopassaggio a Bad Cannstatt; in serata, sulla linea 15 della metro una giovane donna è stata insultata e presa a schiaffoni da uno sconosciuto che l’aveva fissata per un bel pezzo, nell’indifferenza degli altri passeggeri.

Meglio allora quasi sorridere del divano in pelle che si sono trovati davanti gli automobilisti sull’autostrada 8 che fortunatamente non ha provocato danni.

Unklar blieb, wer seinen Abend auf dem kalten Fußboden, anstatt auf einem Ledersofa verbringen musste, schrieb die Polizei in ihrem Bericht.

Resta da chiarire chi abbia dovuto trascorrere la serata sul freddo pavimento invece che sul divano in pelle, ha scritto la polizia nel suo rapporto.

Scommettiamo che era un divano Ikea?

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