La cognizione del tempo

Che brutto rapporto ho con il tempo. Sono di natura indolente e quindi devo farmi forza per arrivare puntuale – peccato mortale in Teutonia – e dove posso, in Italia, arrivo sempre un pelo o una barba dopo quando accordato. E’ che non vorrei, non vorrei arrivare da nessuna parte, vorrei starmene in pace da qualche parte, con il tempo eterno dei bambini (o dei vecchi?).

E come mi vola il tempo delle vacanze. Dopo la prima settimana di pura felicità, ho sentito già incombere la partenza e l’umore s’è rabbuiato sempre di più. Il dispiacere per quel che sta per succedere non fa che rovinare il presente che andrebbe comunque goduto, lo so, lo capisco, ma la parte irrazionale vince e tengo il muso lungo ormai dal 31. Nemmeno i bagordi dell’ultimo mi hanno allietato molto, senza tener conto che quando arriva quel traguardo fasullo, socialmente fissato, del compimento di un anno, si parte con i resoconti tristanzuoli e sull’orlo dei quarant’anni sono già resoconti di vita. Lasciam perdere, troppa rogna da grattare.

Ma se il tempo delle vacanze ti è volato tra le dita, consolati, passeranno velocemente anche questi sette mesi che restano! Macchè, mi basta pensare alle ore dei miei corsi e mi viene il magone. Ore che sembrano eoni, ore infinite, goccia dopo goccia di assenzio, e questa è la brutta novità del lavoro in cui mi sono invischiata, in Italia, pur non avendo classi esemplari o motivate, le mie ore scappavano sempre e io ero una di quelle insegnanti che avrebbe strizzato la propria lezione fino all’ultimo secondo. In Teutonia sono scissa: mezza me cerca di far lezione, l’altra mezza prega che il tempo passi, dai, forza, dàààài!

(Almeno in questo c’è una differenza fondamentale con il lavoro di metafraste: lì le scadenze erano sempre troppo, troppo vicine)

E ora devo andare a preparare qualcosa per la partenza e tra l’altro mi rendo conto che i miei libri sono a Stoccarda, mentre io sarò a Ulm, e la prima settimana sono nuovamente sguarnita di testi o materiali per l’insegnamento. Ci risiamo. Come tornare indietro nel tempo dove non volevo più tornare.

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