Allo zoo del lavoro

Una tigre cresciuta nella giungla dentro una gabbietta per canarini. Così mi sento al lavoro, in questo, in quello prima, in quello precedente ancora. Certo, nella scuola italiana dopo un po’ mi anestetizzavo (come certi animali dello zoo, immagino, instupiditi finalmente dalla mancanza di movimento, resi letargici dalla presenza pervicace e ineliminabile delle sbarre) e potevo continuare l’insulsaggine quotidiana soltanto con un sommesso brontolio. Ma qui non mi lasciano assopirmi nel sopore dei cretini, mi pungolano, mi infastidiscono e divento rabbiosa. E se mi sferzano, ruggisco.

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