Tende con i nastrini

Non vedo l’ora che arrivino le vacanze, ma so anche che significa solo una piccola pausa in mezzo agli incubi. Stamane mi sono svegliata da un sogno orrendo, c’era un mostro, una specie di drago, ricoperto di squame rosse, fauci dai denti aguzzi e occhi iniettati di sangue, voleva entrare, ho chiuso la porta a vetri, ma quello stava sicuramente per forzarla e… Mi sono alzata con il solco del cuscino sulla guancia e la sensazione di non sapere bene dove sono, cosa faccio e forse anche chi sono. Forse è ora di smettere. E’ ora di tornare ai patri lidi e starsene lì, trovare qualcosa di “sensato” e mettere una pietra sopra a qualunque altra cosa. Perché fra un mese e mezzo scocca pure un’età che non può più essere sottovalutata. Ci arrivo con una borsetta delle mie, o meglio, borsone, piene di cose utili e cose insulse, disordinate e capricciose, e sostanzialmente eccessive e superflue, una borsa, non una valigia, un camper, come altre coetanee, quelle a regola d’arte, quelle che hanno un lavoro giusto, una famiglia, una casa, prole e tende con i nastrini alle finestre (e non due lenzuola appese al filo del bucato come ho io ora in questa WG teutonica).

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