Un prodotto anni Settanta

I prati dell’Alter Friedhof si stanno chiazzando di color pervinca e finalmente si esce dal lavoro con il sole e quell’aria mite che dice cose nuove e antiche. Sono nata in una bella stagione, pensavo, incerta ma piena di promesse. Cercavo di ricordare il racconto di mia madre, entrata in ospedale con la neve e uscita nel sole con una frugoletta e un mazzo di rose rosse.

A occhio il padre non aveva tutta questa voglia di diventarlo per la seconda volta, dato che non aveva badato alle insistenze della moglie e l’aveva caricata in macchina solo all’ultimo momento, tanto che le si sono rotte le acque durante il tragitto. Ho rischiato di nascere in una automobile lungo la via Fausta che porta a Jesolandia, quando ancora c’era il reparto maternità. Non so nemmeno che auto fosse, mi immaginavo fosse la Fiat 128 familiare bianca di cui ho una labilissima memoria, ma è stata prodotta proprio quell’anno in cui sono sgusciata rapida nel mondo, all’una di notte, e non credo mio padre potesse permettersi un modello nuovo di zecca, anzi, forse allora i miei nemmeno avevano una macchina e se la fecero prestare dal nonno.

E dopo otto lustri tondi tondi, che non avrei mai immaginato di compiere in una cittadina teutonica, posso ritenermi fortunata di aver potuto passare questa giornata a me spesso invisa in compagnia del buonumore fatto persona, e per di più nel mio elemento acquoreo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...