Pensieri autunnali a inizio primavera

Passi otto anni con una persona, tra alti e bassi. Conviventi e separati. Lasciati e ripresi. Scontri e incontri. Ritorni spettacolari con tanto di brillocco e richiesta di matrimonio vecchio stile, in ginocchio da te. Fine immisericordiosa, sotto tono, che quasi si avrebbe voglia di un taglio violento, di un gesto plateale, di una conclusione forte e decisa. Invece no, il picciuolo che si stacca quasi impercettibilmente dopo che il frutto ha vissuto tutte le sue fasi ed è ormai fradicio. Non fa quasi male, dopo tutte le tempeste estive e il lavorio mortuario dell’autunno incalzante.

E cosa resta del tuo decennio dei trenta a zonzo nel nord Italia e per il mondo, courtesy of Mille Miglia Alitalia e Sheraton. Sì, ho ancora un certo numero di ciabatte con la pomposa dicitura. E foto che non ho più coraggio o  la voglia di sistemare e stanno impilate nella credenza sopra la tv, in Italia, lontane. Non resta quasi nulla.

Infatti l’unica persona che si è completamente dimenticata del tuo compleanno, è quella.

Vola leggero via da me. Se qualcuno mi si è conficcato con odio inestirpabile, qualcuno è rimasto come presenza sempre più traslucida ma buona, tu sei partito senza rumore, senza infamia e senza lode.

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