Scadenze

Ieri sera ho finalmente potuto permettermi un film, alla tv, ma meglio di niente (vale a dire la prassi degli ultimi tempi, solo lavoro, lavoro, lavoro).

Ho guardato con certa curiosità I giorni dell’abbandono, tratto da un romanzo che amo moltissimo. L’elemento di maggior spicco è stato sicuramente Zingaretti, un uomo che promana fascino, persino troppo tenendo conto dello sciapo “Mario” del romanzo. Zingaretti però ha controbilanciato la pallida protagonista, incarnata da una Buy che poco aveva a che fare con la mia immagine mentale di Olga: per me una moracciona con profondi occhi neri, una donna ben più incisiva, viscerale, radicale nelle sue espressioni. E’ stato triste trovarsi davanti due biglie di acciaio perennemente sgranate e quel suo capellunto mal ossigenato che non dice disperazione violenta, ma sciatteria di poco conto. Mentre il romanzo mi ha scombussolata con centrifuga a mille giri, il film m’ha persino quasi un po’ annoiato e ne salvo soltanto due scene: la morte del cane Otto, durante la quale ho dovuto dirmi con insistenza “Guarda che è un film, dai, non piangere”, e la scena in cui la Buy spacca il naso al marito fedifrago sbattendolo contro una vetrina e quasi trascina la sua concubina sotto un tram, magnifico. Ma quello che proprio non mi è andato giù è vedere una “traduttrice di libri” ai tempi di oggi che scrive su una macchina da scrivere, senza dizionari intorno, tactac, due dita, al massimo tre.

“Ce la fa a tradurlo entro Natale?”, chiede il direttore editoriale.

Sì, del 2067.

Das ist ja Killer!

Altra espressione di ammirazione (lo dice la modella piatta quando vede il seno della modella bambola rifatta).

Frugando ho trovato tutto un “thread” sugli anglicismi in tedesco (DE), dove appunto si definisce “killer = das tollste“.

Ma anche un bel glossario di slang droga (DE): qui un Killer è “Zigarette mit hochwertigem Marihuana“, sigarette con marjuana di alta qualità.

E avendo la pazienza di spigolare in un forum, molte espressioni giovanili in tedesco (DE): Wörterbuch der Jugendsprache 2006, dove per esempio si dice che la pecora viene anche chiamata “maiale con il pullover” (Pulloverschwein: Schaf). Povere pecore.

Frankly, my dear

È un sacco di tempo che non rivedo Via con il vento (sarebbe l’ottava, nona volta, suppongo). Mi è venuta voglia di ripalpitare con Rossella leggendo questa lista di 100 battute del cinema (“Great movie quotes become part of our cultural vocabulary”).

Il risolutore “Francamente, mia cara, me ne infischio” (Frankly, my dear, I don’t give a damn) del fascinoso Rhett sta in cima. Ma io preferisco il “Domani è un altro giorno” (After all, tomorrow is another day!) con tramonto sullo sfondo. Ma anche la malinconia di Bogart con “Suonala ancora, Sam” (Play it, Sam. Play ‘As Time Goes By.‘)

Però, a pensarci, la zitella al bar di Harry ti presento Sally, con I’ll have what she’s having… Che non ricordo perfettamente come suona in italiano, ma la scena è memorabile.