Auguri. Si fa per dire.

Prima si mandavano i bigliettini di auguri e a molti si telefonava.
Poi, pian piano, sono scomparsi i biglietti di auguri. Si mandavano e-mail, ad alcuni – a volte anche gli stessi, scialando – si mandavano sms e ad alcuni si telefonava.
Poi, piano piano, si sono diradate le mail e a svariati si mandavano sms.
Quest’anno non ho ricevuto nessun biglietto di auguri cartaceo (se si eccettuano due biglietti delle scuole teutoniche e uno persino dal Gästehaus, sic!, ma i teutonici hanno questa coazione alla gentilezza formale, di superficie, quanto sono brutali e rozzi nella comunicazione interpersonale quando si va un millimetro sotto le apparenze), mi sono arrivate due mail di auguri da persone che per me sono pressoché niente, ho ricevuto un sms da un amico che mi ha sempre telefonato prima di ora e un tot di altri solo di risposta (ergo, non lo avrebbero mai fatto di loro sponte), nessuno mi ha telefonato né io ho telefonato a nessuno.
Be’, almeno quest’anno mia madre non era in ospedale per un decorso operatorio dopo asportazione di tumore. Mi sento più che contenta così.
Ah sì, un sacco di auguri su Facebook. Poco sforzo, allora ok.

Annunci

Chi cerca, trova

Ho avuto due numeri della Zeit in dono. Nei paesi di lingua tedesca mi pare sia normale che in posti strategi (come la stazione di Stoccarda) ragazzi atttendono le possibili vittime alla stazione e le irretiscono con un Test-Abo, un abbonamento di prova (che dovrebbe essere di facile disdetta, una mail e via, ma inizio a pensare di essermi messa sul groppone un anno di Zeit, il che forse non sarebbe male, se non fosse che l’indirizzo indicato vale ancora per una settimana…das wäre ärgerlich, come direbbero in Teutonia).

Ora, Die Zeit è un giornale eccezionale, ma è troppo tardi e ne ho passate troppe oggi per mettermi a tessere gli elogi delle migliori pubblicazioni teutoniche (tra l’altro, il suo direttore porta l’eloquente name di Giovanni Di Lorenzo, giornalista italo-tedesco, guarda un po’). Quel che volevo dire è che la rubrica che più mi sollazza nella rivista acclusa, Zeit-Magazin, sta nelle ultime pagine, sotto il titolo Kennenlernen, conoscersi. Sì, gli annunci matrimoniali. Io leggo spesso gli annunci matrimoniali e quelli mortuari, sono uno straordinario affresco di umanità varia. Per i secondi un po’ meno, ma per i primi il divertimento è assicurato.

Li leggo tutti, anche se mi attraggono ovviamente di più quelli sotto il titoletto “Er sucht sie“, Lui cerca lei. Dato che il target della Zeit è alto, buona borghesia e tutta la sublime classe degli Akademiker, universitari, anche le agenzie che compaiono tra gli annunci si dicono specializzate in Akademiker-Dating. Pensiamoli, questi accademici, inaciditi dal gran far ricerche, incrudeliti dall’agone clientelare o ammuffiti tra i libri, poi trovarsi a una certa età soli ma sempre pretenziosi, esigenti. Gli uomini dunque sono, se specificato, professori, imprenditori, precoci vedovi e pensionati freschissimi. Un motivo comune è “mica li dimostro i miei anni”, a mio avviso il più simpatico è questo:

Attr. intakter Mann, 186/80, 67 (lt. Med. 58) …

A parte che per leggere questi annunci bisogna avere in testa una legenda delle abbreviazioni, “uomo attraente e intatto (non è rotto? non ha bisogno di essere riparato? mantiene ancora l’animo dei bei tempi?), alto 1,86, peso80 chili, 67 anni (secondo i medici 58)”. Cinquantotto, spaccati.

Gli uomini (ma spesso anche le donne) sbandierano indipendenza econimica e tutti sono strabiliantemente dotati di ogni qualità desiderabile, belli, simpatici, aperti, sensibili, allegri, pieni di passatempi e interessi, bramosi di avventure, uno si domanda perché non trovino qualcuno anche senza annunci (ma si sa, il mondo accademico…). Una donna sembrava aver previsto la domanda e fa:

Szentreffs sind mir zu oberflächlich, Internetmailkontakte suspekt, Männer im Bekanntenkreis u. berufl. Umfeld tabu.

Incontri nei luoghi mondani li trovo troppo superficiali, i contatti via Internet ed e-mail sospetti, gli uomini nella cerchia dei conoscenti e nell’ambiente di lavoro tabù.

Precisa e chiara negli intenti, la ragazza, che si professa trentassettenne, conduttrice radio e per molti anni fotomodella richiesta.

Per non parlare di cosa si cerca, le richieste sono varie ed elevate. Alcuni vanno subito al punto e praticamente per loro sarebbe meglio avere la possibilità di crearsi una donna e programmarsela ad hoc, tipo costui:

Der perfekte Samstag in Hamburg
Mit Dir (zierlich/schlau/warmherzig) aufwachen, Dir meine (39/203/114/NR) Zuneigung körperlich zeigen, Frühstück im Cafe Geyer, Joggen umm Alster, Saunieren in der Bartholomäustherme, einkaufen beim Asiaten, Mittagsschlaf halten, spazieren gehen, abends kochen, dann in die Schmidt Mitternachtshow. Danach wieder Se*x!

Il sabato perfetto ad Amburgo
Svegliarsi con te (minuta/furba/calorosa), dimostrarti fisicamente il mio (39/203/114/non fumatore) affetto, colazione al Cafe Geyer, jogging attorno all’Alster, fare la sauna alle Terme di Bartolomeo, fare la spesa al negozio asiatico, pisolino dopo pranzo, fare una passeggiata, la sera cucinare, poi andare a vedere lo show di mezzanotte di Schmidt. Poi ancora ses*so!

Intanto bisognerebbe notare che un bisonte di un quintale, alto più di due metri, la cerca “minuta”, piccola e graziosa, e la cerca, come dice senza troppi giri di parole, per farci ginnastica da camera minimo tre volte al giorno. (Il fatto che non fumi non mi pare attenuare la mostruosità del fatto). Comunque ci vuole una certa abilità per definire “dimostrazione corporea di affetto” lo spappolamento di un piccola scaltra dal cuore caldo e dall’immane coraggio, aggiungerei io. Poi mi ti vedo il bestione a fare jogging (dove?) e a sudare alle terme, laddove secondo me forse mi sono lasciata sfuggire la quarta opportunità di incontro ravvicinato tra esseri di dimensioni diverse. Comunque, l’arroganza di imporre anche la spesa dall’asiatico è intollerabile.

Gli annunci finemente perversi si sprecano. C’è il dominante che cerca la dominanda:

Dominanter Herr sucht…
Er, 44, dominant, schlank, gutaussehend und gut gebaut, schlagfertig und erfahren, sucht ein devote Sie. Vertrauen, Zuverlässigkeit sind uns wichtig.

Uomo dominante cerca…
Lui, 44, dominante, magro, di bell’aspetto e ben fatto, rapido ed esperto, cerca una Lei devota. Fiducia e affidabilità sono importanti per noi.

Ora, quest’annuncio ha due elementi che mi insospettiscono. Il primo è l’aggettivo schlagfertig, che significa pronto, reattivo, ma in primo luogo significa anche pronto a darle, a menare, e non so come mai, non mi sentirei di escludere l’opzione “senso letterale”. In secondo luogo, dice di cercare ein devotes Sie, non eine, io mi sarei aspettata un articolo femminile, invece usa il neutro. Potrebbe essere una svista o magari il dominante cerca una cosa? Sorvoliamo sulla fiducia, che significa: Te ne faccio di cotte e di crude e ovviamente resta tutto inter nos.

Ma finiamo in bellezza, finiamo con Ulma. Esiste un famoso Zungenbrecher, scioglilingua: ‘In Ulm, um Ulm und um Ulm herum’. E qualcuno lo ha riadattato al proprio scopo:

Tolerantes Paar aus Ulm, um Ulm und um Ulm herum mit Niveau, Ende 50/Mitte 40 sucht gleichgesinntes Paar.
Coppia tollerante di Ulm, nei dintorni di Ulm e tutt’attorno Ulm, di classe, fine 50 / metà 40, cerca coppia affine.

Per sciogliersi la lingua tutti insieme, immagino.

Si nomen omen est…

Nomen est omen, pensavo – sto guarendo e dunque non posso più rimandare la correzione dei 100 e qualcosa compiti che mi attendono, e dunque ogni tanto abbandono la morfosintassi sciaguratamente distorta e penso, divago e fantastico.  Se dopo esser cresciuta in una via dedicata al magniloquente compositore tedesco che mi fa venire la tachicardia, ma comunque grande,  se d’estate in Kakania abito nella via dedicata al ben più grande compositore morto troppo giovane,  se nella Maria-Luigianesca cittade abitavo nella via intitolata a una scrittrice piccola d’età, ma grande nella sua testimonianza,vorrà ben dire qualcosa il fatto che presto andrò a vivere in una via che prende il nome da tutt’altro?

Monticano, chi era costui? ha chiesto – non proprio con queste parole – l’impiegata dell’Energy Store (a proposito di nomi, non c’è da ammazzarsi dal ridere? Energy Store).

Monticano è un fiumiciattolo che scorre per le lande leghiste, formando tra l’altro una cascatella detta Pisson.

Hundertwasser-Freuden

Ah, due giorni alle terme – e in uno stabilimento splendido, finora il più bello in cui sia mai stata. E’ stato ideato da Friedrich Hundertwasser, architetto viennese morto una decina d’anni fa, un genio del colore, della forma ondulata e della sistematica mancanza di sistematicità. Pensare che in Nuova Zelanda sono voluta andare a Kawakawa, un grumetto di case sperduto nel nulla che ha un’unica attrazione turistica: i bagni di Hundertwasser.(da)

Se ripenso alla mia nuova home, a questi appartamenti tutti standard, tutti tagliati al risparmio in blocchi anonimi, mi viene la tristezza. Ci vorrebbero davvero i medici dell’architettura:

Da quando ci sono urbanisti indottrinati e architetti standardizzati, le nostre case sono malate. Non si ammalano, sono già concepite e costruite come case malate. Tolleriamo migliaia di questi edifici, privi di sentimento ed emozioni, dittatoriali, spietati, aggressivi, sacrileghi, piatti, sterili, disadorni, freddi, non romantici, anonimi, il vuoto assoluto. Danno l’illusione della funzionalità. Sono talmente deprimenti che si ammalano sia gli abitanti sia i passanti. (…) Le costruzioni uniformi simili a campi  di concentramento e a caserme distruggono e appiattiscono quanto di più prezioso un giovane può apportare alla società: la creatività spontanea dell’individuo. Gli architetti non possono risanare queste case malate, che rendono malati, altrimenti non le avrebbero costruite. Si rende quindi necessaria una nuova professione: il medico dell’architettura. Il medico dell’architettura non fa altro che ristabilire la dignità umana e armonizzare la creazione umana con la natura. (…) È necessario (…) spezzare la sterile e piatta skyline, trasformare i tetti in una superficie discontinua e ondulata, agevolare la crescita della vegetazione spontanea nelle fessure dei muri e dei marciapiedi, dove non arreca disturbo, modificare le finestre e arrotondare in modo irregolare angoli e spigoli. (da)

Oltre al fascino architettonico e alla gioia estetica che danno le curve e i salti cromatici di Hundertwasser, le terme sono eccellenti – e anche parecchio care – e non ci si stanca mai tra saune con salette dalle più dolci alla vera e propria sauna finlandese a 90 gradi, laghetti di acqua salina di origine vulcania a 37,5 gradi, percorsi acquatici nel caldo azzurro, idromassaggi,

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e fuori virenti prati, elefanti di terracotta e amache nel giardino.

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Epperò…

… tanta cura e tanto sbandierare qualità e poi le traduzioni in italiano le hanno fare alla cugina della cognata, quella che abita due strade più in là, ed ecco alcuni esempi della sua perizia:

Zona nuda
(che è tutta la zona delle saune, e giuro che non è un ambiente spoglio)

Sui simpatici cassetti del pattume ci sono
bicchiere (che traduce Glas!)
scarti (che traduce Restmüll, quello che di solito chiamiamo “secco”, altri rifiuti rispetto all’umido)
materiale sintetico (che traduce Kunststoff, ovvero “plastica”!)

Per non parlare di certi tagli imbarazzanti, passati del tutto inosservati, come

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Na ja. Per il resto, che sogno.

Appunti per una reincarnazione intelligente

A me piacerebbe credere nella reincarnazione. Ma ci vorrebbe una reincarnazione con promemoria.

Promemoria.

La prossima vita possibilmente nascere uomo. Se proprio bisogna nascere donna, almeno in Scandinavia.
La prossima vita studiare per esempio ingegneria o economia e commercio, se si ha la sfortuna di nascere in Italia, e poi emigrare quanto prima.
La prossima vita fare il notaio o l’agente immobiliare. Sempre sperando che non si abbia la sfortuna (relativa, una può anche nascere in Iran, per esempio) di nascere in Italia.

(Continua)

Ho finito il latino

L’aggiornatore di CV, pensavo. Perché secondo me ci vorrebbe una professione ad hoc. Aggiornare il proprio curriculum vitae è un’operazione lunga e logorante e non sono mica Eco, chissà lui poverino. Anzi, no, sono sicura che lui ha una aggiornatrice di CV, un’ancella addetta all’uopo. Come potrebbe, sennò? Già solo ad aggiornare il campo “lauree”: ne ha tipo 35 honoris causa,  e il suo curriculum è fermo a due mesi fa, forse ne avrà collezionate altre…Pensavo ai kakanici che sono ligi e indicano ogni titolo conquistato dalla persona, quindi uno magari è Mag. Dr.  Dr. Prof. Allora, pensa te, Eco che viene apostrofato con

Sehr geehrter Herr Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.
Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Dr.Prof. Eco,

Ieri ho passato la giornata sistemando le mie quattro cose, soprattutto scannerizzando certificati e maledicendo la mia cara università lagunare la cui intranet – ovviamente – non funzionava e non mi ha dunque permesso di avere una copia dei miei esami. Chissà dove sono finite le molte copie cartacee che mi ero fatta suo tempo, ogni trasloco lascia qualche salma sul campo…

Alla fine, mentre tornavo persino alle lingue studiate al liceo (i krukki vogliono tutto!), ho trovato la frase che fa al caso mio in questi giorni, e anche al post che è infarcito di latinorum:

mit seinem Latein am Ende sein = non saper più andare avanti (letter. aver finito il latino)

mit seinem Latein am Ende sein = nicht mehr weiterwissen; nach der früheren Bedeutung des Lateins als Sprache der Gelehrten, also eigtl.= mit seinem Wissen am Ende sein

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