Capodanno

Non sopporto i lunedì. I lunedì mattina, poi, men che meno. Non sopporto settembre, mese mezzano fiacco e dedito alle pratiche del faticoso rientrare. Non sopporto la pioggia. E nemmeno impazzisco per la “suocera”.

Ora, si dà il caso che oggi fosse lunedì primo settembre, piovesse e che io, dopo essermi recata in un noto istituto tecnico turistico della Serenissima per completare l’ultima fase di un progetto sventatamente accettato, sia andata dalla “suocera”. Praticamente punteggio pieno.

Il progetto merita qualche riflessione che oggi non sono (più) in grado di fare. Oggi è il capodanno della scuola, gli istituti riaprono ufficialmente a tutti, i nuovi insegnanti prendono servizio, servili e uggiolanti nella loro seggiolina davanti al dirigente scolastico di turno, i vecchi starnazzano in collegio, abbronzati, ritemprati, di buon umore, si raccontano le vacanze estive, con gran gesti entusiasti, e a vederli diresti che siano lì per fare qualunque cosa fuorché progettare un anno scolastico.

Manchiamo solo noi. Noi, i supplenti, spezzonisti, tappabucchi, saltascuole, noi che arriveremo in ritardo, giù un po’ ingrigiti dal gran visitare il sito dell’UST (ciò che un tempo era il Provveditorato), noi che ora ci lambicchiamo il cervello guardando le graduatorie, domandandoci quale cattedra prenderà quella che tradizionalmente ha sempre fatto così, quale posto potrebbe scegliere quella che si è appena inserita e via cianciando, fra un’informazioncina e l’altra.

Si vive in un limbo, e si rimanda il Capodanno a data incerta. (Probabilmente l’otto o il nove di questo mese, esattamente a ridosso della scadenza imposta dal ministero)

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Luridume

lurido
[vc. dotta, lat. luridu(m), da luror ‘colore giallo-verdastro’, di etim. incerta; av. 1498]
agg. * Disgustosamente sporco, sozzo, schifoso: vestito lurido | (fig.) Turpe, sordido, spregevole: gente lurida.

lurid
Etymology: Latin luridus pale yellow, sallow Date: 1603
1 a
: causing horror or revulsion : gruesome b : melodramatic, sensational; also : shocking <paperbacks in the usual lurid covers — T. R. Fyvel>
2 a : wan and ghastly pale in appearance b : of any of several light or medium grayish colors ranging in hue from yellow to orange
3 : shining with the red glow of fire seen through smoke or cloud

Mi parrebbe dunque che l’esordio dell’odierno articolo di Repubblica sia stato redatto un po’ di fretta:

LONDRA – Il padrone di casa del G8, il summit dei grandi della terra che si tiene la settimana prossima all’Aquila, ha “tanti luridi scandali” domestici: ma il più grosso dovrebbe essere il suo rifiuto di riconoscere i problemi economici dell’Italia. (da)

The host of the G8 summit, Silvio Berlusconi, faces many lurid scandals at home. But the biggest should be his refusal to accept the extent of Italy’s economic woes (da)

Dulce lengua de Alemania

Testimonial d’eccezione, Borges elogia la dolce lingua della Germania (qui, a perenne manifesto). La poesia l’ho trovata in un articolo della Welt in cui l’ex presidente del meritevole Goethe Institut, Jutta Limbach, che ha appena dato alle stampe “Hat Deutsch eine Zukunft? Unsere Sprache in der globalisierten Welt”, si dice fiduciosa in un futuro in cui il tedesco rivestirà un ruolo importante.

Se da un lato Limbach ammette che SMS e e-mail possano far scadere il tedesco a livello di fumetti (Sprechblasenniveau), dall’altro accusa di provincialismo e mancanza di humour i puritanisti che rifiutano le forme ibride perché “annacquate”.

A sostegno del suo ottimismo, numeri: con 83 milioni di madrelingua tedesca, il 32 per cento degli europei parla la dulce lingua de Alemania.

Die frühere Präsidentin des Goethe-Instituts Jutta Limbach glaubt, dass sich unsere Sprache auch in Zeiten der Globalisierung durchsetzen wird

Eine “Ode an die deutsche Sprache” enthält der letzte Gedichtband des argentinischen Schriftstellers Jorge Luis Borges (1899-1986). “Dich aber, süße Sprache Deutschlands, / Dich habe ich erwählt und gesucht, / ganz von mir aus”, heißt es darin. “In Nachtwachen und mit Grammatiken, / aus dem Dschungel der Deklinationen, / das Wörterbuch zur Hand, / das nie den präzisen Beiklang trifft, / näherte ich mich Dir.”

Fonte: Die Welt, 16 maggio 2008

Niscemi, USA?

Dal Corriere del 16 maggio 2008, ecco il coroner:

co|ro|ner
s.m.inv.
ES ingl. in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, pubblico ufficiale che indaga sui decessi ritenuti sospetti e dovuti a cause violente (dal De Mauro online)

La Britannica scrive:

coroner

a public official whose principal duty in modern times is to inquire, with the help of a jury, into any death that appears to be unnatural.

The office originated in England and was first referred to as custos placitorum (Latin: “keeper of the pleas”) in the Articles of Eyre of 1194, although there is some evidence that it may have existed earlier. The name was originally “crowner,” or “coronator,” derived from the Latin corona, meaning “crown.” The coroner, elected by the freeholders of the county, was charged with safeguarding the king’s property and served as a check on the powerful office of the sheriff in the royal interest.

Legislation in the 19th century eliminated the vestiges of the coroner’s early powers, many of which were already obsolete. The Coroners Amendment Act of 1926 further limited his duties to conducting an inquest into deaths occurring within his district by violent or unnatural means or from some unknown cause, or into the death of a person in prison or under circumstances that require an inquest in accord with other legislation. The act also set up the qualifications for holding the office, requiring that a coroner be a barrister, solicitor, or legally qualified medical practitioner. In practice, persons possessing both legal and medical qualifications have been appointed.

In Canada all coroners are appointed by a provincial order in council, signed by the lieutenant governor. As a judge of a court of record, the coroner is not liable in civil action for anything done by him in his judicial capacity if he acts indiscreetly or erroneously.

In the United States the office is usually elective, but in some states it may be appointive. About half the states have a coroner’s system; in some of the others the sheriff or the justice of the peace performs his functions, while in still others the coroner’s office has been replaced by a medical examiner. Roughly one-third of U.S. states use both the coroner and medical-examiner systems. In a few states the coroner’s staff is composed of persons skilled in pathology, toxicology, and chemistry.

In some U.S. states coroners must be pathologists, but in others a layman may be authorized as coroner, with the power to employ a physician to conduct the autopsy. In most states the coroner has the power to issue a warrant for the arrest of persons who may have caused the death of another by criminal means and possesses all the powers of a magistrate to hear testimony.

Fonte: Fonte: “coroner.” Encyclopædia Britannica. 2008. Encyclopædia Britannica Online. 18 May. 2008 <http://www.britannica.com/EBchecked/topic/138338/coroner>.