Ricomincio da A.L. pregnant

A Venezia – sono tornata in Italia e chissà se e quando ripartirò per qualche avventura estera di lunga durata – è in corso la Biennale e tra le statue più controverse ce n’è una di Marc Quinn installata sull’isola di San Giorgio:

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L’ho vista giorni fa, passando in battello davanti a San Giorgio, ignara della Biennale, come sono ignara di quasi tutto ciò che accade al mondo da un paio di mesi. Sentivo i commenti sciocchi degli studenti adolescenti e intanto guardavo la statua, una donna focomelica incinta, e sentivo che vi era rappresentata una persona vera (infatti) e soprattutto una madre, non importa se senza braccia e con due gambe troncate, una madre a venire, con una creatura già bell’e formata. Sentivo un misto di ammirazione, tenerezza ed empatia. Sensazioni che sicuramente non avrei avuto un anno fa.

Perché è passato un intero anno senza che scrivessi un rigo e sono profondamente, irreversibilmente cambiata. E il cambiamento è una bimba arrivata fresca fresca.

Nell’articolo l’artista focomelica dice: I never thought I would be a mum. Nemmeno io. Avevo perso la speranza, la voglia e – credevo – anche le possibilità tecniche. Più che Torschlusspanik era ormai certezza che la porta fosse chiusa. Forse non ho mai avuto meno tempo per me di ora, eppure mi è tornata voglia di bloggare e spero di reggere nell’intento. Ci sono così tante nuove parole che ho imparato in questi ultimi mesi, così tante nuove esperienze da denominare.

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