I problemi delle penne

Mi rendo conto che non c’è oggetto scolastico più linguisticamente problematico della penna. Una penna, che sembra così innocua! Una normale penna a sfera, una bic, una biro!

Bene. Se lo insegno in Italia, evito sempre di dire che la parolona Kugelschreiber viene solitamente abbreviata in Kuli perché non sopporto le risatelle continue che accompagnano la scoperta.

Ora mi trovo ragazzetti che ridono davanti alla parola “penna”. E ora che succede? Bene. Se la loro penna agli orecchi italiani suona come il plurale di una parola facilmente intuibile, “penna” agli orecchi tedeschi suona come Penner, barbone, senzatetto, povero disgraziato degno del dileggio studentedesco.

Ilarità assicurata.

Annunci

Tutto quanto sia desiderabile per l’anno nuovo

Heinrich Heine lo scriveva alla fine del 1842, ma sono auguri che non hanno perso lo spirito e l’adattabilità:

Ich wünsche allen das wünschenswertheste: zunächst Gesundheit und ein gutes Gewissen. Ich wünsche den Dummen ein bischen Verstand und den Verständigen ein bischen Leichtsinn. Den Reichen wünsch ich ein Herz und den Armen ein Stückchen Brod das nicht getunkt in Thränen. Möge der Himmel uns bewahren vor allzuschnellen Dampfwagen, berühmten Löschanstalten, Erdbeben, baufälligen Dächern, Schiffbruch, Zahnweh, Tendenzpoesie, engen Stiefeln, ungeschickten Freunden und Feinden welche lügen.

(cfr. via a sua volta via altrui)

ovvero:

Auguro a tutti quanto sia più desiderabile: prima di tutto la salute e una coscienza tranquilla. Agli sciocchi auguro un po’ di senno e agli assennati un po’ di sconsideratezza. Ai ricchi auguro un cuore e ai poveri un tozzo di pane che non sia zuppo di lacrime. Possa il Cielo potreggerci da macchine a vapore troppo rapide, celebri istituzioni per lo spegnimento degli incendi, terremoti, tetti pericolanti, naugragi, mal di denti, poesia di tendenza, stivali stretti, amici goffi e nemici menzogneri.

Anche se Capodanno è passato da svariati giorni, questo resta il mio primo post del 2011 e per fare i migliori auguri ai miei cinque lettori (i manzoniani venticinque sarebbero già un lusso) approfitto dell’Epifania appena conclusa, l’Epifania che tutte le feste porta via, ma fortunatamente quest’anno ci lascia qualche giorno in più, a mo’ di malinconica coda.

Nuove proposte sintattiche per il tedesco

(Premessa da maestrina: in tedesco si ha una cosiddetta “inversione” quando la prima posizione di una frase principale non è occupata dal soggetto bensì da un altro elemento. Dato che nelle principali il verbo coniugato va sempre al secondo posto, il soggetto slitta al terzo posto. Sembra terribile, eh? Lo è. Agli inizi, ma poi, con il tempo – non ci avrei mai creduto nemmeno io – diventa normale. O quasi).

Allora, ragazzi, vi scrivo delle frasi contenenti errori che voi proverete a scoprire. Eccone una:

In meiner Familie wir sind 4…

Dove sta l’errore? Avete sentito parlare di inversione l’anno scorso? Cos’è un’inversione?

F. dalla penultima fila : E’ quando torni indietro con la macchina?

Aber zack, zack!

Eigentlich suchte ich was anderes, aber das ist ja herrlich:

Lieber Gott! Schenk mir Geduld! Aber zack, zack!

Aus “Liste geflügelter Worte / Buchstabe H”  in Wikipedia:

Herr, schenk mir Geduld, aber bitte sofort!  Diese ungeduldige Aufforderung ist der Titel eines Buchs von Reinhard Egg mit dem Untertitel „Vom Sinn des Wartens in einer schnellebigen Zeit“. Eine noch ungeduldigere Version dieses Spruchs ist: „Lieber Gott! Schenk mir Geduld! Aber zack, zack!“

Correttori

Korrekturstift

ma non questo

Accidenti!

Trattasi dell’evoluzione tecnologica di quanto ai tempi si chiamava “bianchetto“, bottiglina e pennelluccio – questo fa un rumore tric-tric tric e produce delle striscioline di materiale bianco coprente.  Sul sito di una nota marca krukka  si dice che è un correttore roller (roller comfort o comfort roller, traduttore indeciso? per quello più compatto riprodotto qui sopra, roller pen quello più allungato).  In tedesco allora sarebbe Korrekturroller.

MA qui mi si dice che è un bianchetto a nastro e in tedesco Korrekturband-Spender.

E Korrekturflüssigkeit? Leggo sul blog di un Monsieur Fischer svizzero e francofilo:

Tipp-Ex: Wer sagt schon Korrekturflüssigkeit? Niemand, die französische Firma BIC wird es freuen, weltweit ist ihre Marke ein Begriff.

Strike/Streik = sciopero

La mia personale parola del giorno.

Ne stavo scrivendo a un’amica kakanika e a un tratto ho pensato: ma lo streiken tedesco da dove cavolo viene? Dall’inglese, ovvio:

Das Substantiv wurde im 19. Jh. aus gleichbed. engl. strike entlehnt und zunächst auf englische Verhältnisse bezogen. Weitere Verbreitung in Deutschland fand es seit dem Streik der Buchdrucker 1865 in Leipzig, auch setzte sich jetzt langsam die eindeutschende Schreibung mit -ei- durch. Engl. strike gehört zum Verb engl. to strike die Arbeit einstellen, aus dem unser Verb streiken (19. Jh.) übernommen ist. Es bedeutet eigentlich streichen; schlagen usw. und ist mit dt. streichen verwandt. (Duden Herkunftswörterbuch)

L‘inglese, a sua volta…

“concentrated cessation of work by a body of employees,” 1810, from verb meaning “refuse to work to force an employer to meet demands” (1768), from strike (v.). Perhaps from notion of striking or “downing” one’s tools, or from sailors’ practice of striking (lowering) a ship’s sails as a symbol of refusal to go to sea (1768), which preserves the verb’s original sense of “make level, smooth.” Baseball sense is first recorded 1841; bowling sense attested from 1859. Meaning “sudden military attack” is attested from 1942.

Oggi, oggi no.

P.S. Per l’italiano cfr. qui.