Miesepeter

La parola del giorno del Duden è miesepeterig

miesepeterig, miesepetrig = (ugs.) verdrießlich, schlecht gelaunt zB miesepeterige Patienten; miesepeterig dreinschauen

miesepeterig, miesepetrig= (colloq.) brontolone, insoddisfatto (qui)

Il Miesepeter è il brontolone, criticone, rompiscatole e guastafeste. Mieses Wetter è il tempaccio, miese Zeiten brutti tempi, miese Laune è la luna storta, ein mieser Typ è un tipo che meglio schivarlo, sich mies fühlen è sentirsi da schifo.

Mies viene dall’yiddish:

mies übel, schlecht; häßlich, schäbig, widerwärtig (ugs.): Das im 19. Jh. aus dem Rotwelschen ins Berlinische und von da in die Umgangssprache gelangte Adjektiv stammt aus jidd. mis schlecht, miserabel, widerlich. Dies geht auf hebr. me’is schlecht, verächtlich zurück. (Duden Herkunfswörterbuch)

Cfr. sul rapporto yiddisch e tedesco, qui.

E der Mieserpeterschlumpf è il Puffo brontolone (Schtroumpf Grognon). Almeno credo. I puffi in tedesco non li ho mai letti. Io odiooo….

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Inspirare prima di enunciare

Per esigenze lavorative (”ma insomma, non ci aveva promesso di portare la parola più luuuuuunga”) mi trovo a dover pensare a termini krukki la cui enunciazione richiede polmoni.

Intanto ripesco un vecchio post.

Ma dato che

Donaudampfschifffahrtselektrizitätenhaupt-

betriebswerkbauunterbeamtengesellschaft

(cfr. in DE e in IT) mi pare un mostro poco attuale, le preferisco questa

Rindfleischetikettierungsüberwachungs-

aufgabenübertragungsgesetz

(cfr.), ovvero la legge per la ripartizione dei compiti sul controllo delle etichettature della carne bovina, che se non altro mi dà appigli concreti come Rind (manzo), Fleisch (carne) e Gesetz (legge)

Altri spunti:

A short collection of long German words

The longest German word

Hinlümmeln

hin|lüm|meln, sich ‹sw. V.; hat› (ugs. abwertend): sich in betont nachlässiger od. unmanierlicher Weise halb hinsetzen, halb hinlegen.(Parola del giorno di ieri del Duden)

hin|lümmeln itr fam sich (irgendwohin) hinlümmeln stravaccarsi fam/spaparanzarsi region + compl di luogo. (Giacoma-Kolb della Zanichelli)

Hinlümmeln mi piace perché lo faccio onomatopeico: lümmeln, lümaconi che strisciano sulle sedie, pigri e lenti e bavosi.

Alle spalle la porta tagliafuoco

im rücken die feuerschutztür

im rücken die feuerschutztür,

ihr metallisches flöten beim schließen. dass
der himmel wie fließpapier zustoßen wird, weißt du
jetzt nicht. wie er dein haus hält,
die streunenden schlüsselkinder –

ich geh in die binsen, ins ried
wie damals als mädchen, als längst
der blitzableiter in meinem Körper verkalkte

und ich das sirren der libelle vom wasser aus
für ein wort meiner mutter hielt.

Kathrin Schmidt, Go-In der Belladonnen, Verlag Kiepenheuer & Witsch, Köln 2000, presa da qui.

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Foglietto d’appunti

Ovvero: Merkzettel. Mi segno quel che… se non fosse che poi io i foglietti dimentico di guardarli o di portarmeli appresso.

Merkzettel

Die schönen Frauen
die ich nicht beschlief.

Das Vaterland
das ich nicht rief

Die Traumgedichte
die ich mir nicht schrieb.

Sankt Brandans Insel
die mir übrigblieb.

Die Druckerei
die mich nicht druckt.

Der feige Tag
da ich nicht aufgemuckt.

Das schöne Leben
das ich nicht geführt.

Das ganze Elend
das mich nicht gerührt.

Peter Maiwald, Springinsfeld, S. Fischer Verlag, Frankfurt a. M. 1992, da qui.

[«Nur ein Ort ist für das Ich begehbar: “Sankt Brandans Insel”, jene legendäre Zwischenstation seefahrender Mönche des Mittelalters, die sich auf ihrer unendlichen Fahrt nach dem “Land der Heiligen” im Kreis bewegen. Aber der Titel des Gedichts deutet an, dass diese Fahrt zum Verheißenen Land noch nicht zu Ende ist: Ein “Merkzettel” hat ja die Funktion, Stichworte für noch nicht ausstehende Projekte und noch nicht realisierte Handlungen festzuhalten. Daher ist auch eine Zukunft möglich, in der sich die Utopien des Ich verwirklichen lassen.»]

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Della Germania so…

(Callocompitini dei primini)

Sei stato in Austria o in Germania? Se sì, racconta la tua esperienza. Oppure scrivi cosa sai della Germania e l’Austria.

(Knoblauch?!)
Io circa 3 anni fa sono stato in Austria. Il mio viaggio è durato 6 ore e mezza e sono passato per Graz, Lienz ma la mia metà era la capitale, Vienna. In quel periodo era quasi Natale e quindi c’erano tutti i banchetti. E’ stato molto bello vedere il castello di principessa Sissi. Inoltre c’erano dei cibi che a me piacevano molto, come la banana al cioccolato, i wurstel, eccetera. C’era una cosa che però non mi piaceva: che li le frittelle le fanno, invece che con lo zucchero, con l’aglio.

(Faule Karotten?!)
Non sono stata in Germania ne in Austria, però mia sorella ci è andata con la scuola in Germania due settimana per visitarla e anche per imparare il tedesco cosa che a lei piace un sacco e vorrebbe lo sapessi anch’io bene. I mangiari a detto che facevano un  pò schifo mangiava alla mattina o una carota marcia o uova che lei era allergica quindi non mangiava niente. A detto che se potrebbe ritornerebbe per sempre là perché gli piace molto.

(Stimmt!)
I tedeschi sono molto gentili e ti fanno sempre passare nei passaggi pedonali. La maggior parte dei tedeschi sono biondi e di carnagione color latte. Mi piace tanto il loro modo di fare colazione e adoro l’insalata di patate.

(Adolfo)
Della Germania so: E’ uno stato Europeo, come capitale a Berlino. Ci ha abitato Adolfo Hitler.

La Germania è un bellissimo posto dove vivere, con gente accogliente, simpatica, intelligiente. Ci sono belle Wagen, simpatiche Oma, ottime barche tipo Yacht, bravissimi suonatori di Xylophon, i pescatori più bravi del mondo che hanno pescato dei Fisch di 100 e passa kg.* Ma ci sono i più bravi cantanti di Hiodlei (record mondiale).
Dell’Austria: E’ parte di uno stato Europeo. Come capitale a Wien (Vienna). E’ nato Adolfo Hitler.

* E’ come presentano nel libro l’alfabeto: O wie Oma, W wie Wagen