Trendsetter

A me la forestierite fa l’effetto dell’orticaria; eppure, bisogna convenire che in determinati contesti (marketing, moda, giornalismo) fa cool rimpinzare il testo di termini stranieri.

Trovo la parola Trendsetter in tedesco e mi lambicco il cervello pensando a come trovare una bella formula. Mi dicono poi che invece ci sta bene l’inglese e stop. D’altronde, lo trovo anche nella Crusca:

Trend-setter (o trend setter o trendsetter)      1999
ambito d’uso : Linguaggio della moda e del commercio
Definizione: chi ‘lancia’ nuove mode o tendenze.

Il termine – usato nel linguaggio comune per indicare una persona, un luogo o un evento che creano una ‘tendenza’ (in inglese trend), una moda – assume anche un’accezione più ampia per designare ciò che modifica un qualsiasi andamento di lungo periodo: ad esempio, in Borsa, l’andamento di un singolo titolo può fare da trendsetter per tutto un portafoglio di titoli.

Attestazioni:

  • http://www.moda.it/articoli/2001/04/19/97033.php (s.d.): “Tre ragazzacci che nella vita si limitano a inseguire per la strada i personaggi per provocarli o per ridere con loro? Non solo. A sorpresa i tre sono degli ottimi trend setter”.

Attestazioni lessicografiche: DE MAURO; GRADIT

E se lo dice la Crusca…

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Tedesco nell’inglese

Dell’inglese mi piace questo sprezzo dell’impurità: raccatta su tutto, persino il tedesco, come mostrano le varie parole del giorno del Merriam-Webster.

GESUNDHEIT \guh-ZOONT-hyte\ interjection
: used to wish good health especially to one who has just sneezed
e.g. “Gesundheit!” said the man on the bicycle as he passed a lady on the sidewalk who had sneezed.

When English speakers hear “achoo,” they usually respond with either “gesundheit” or “God bless you.” “Gesundheit” was borrowed from German, where it literally means “health”; it was formed by a combination of “gesund” (“healthy”) and “-heit” (“-hood”). Wishing a person good health when they sneezed was believed to forestall the illness that a sneeze often portends. “God bless you” had a similar purpose, albeit with more divine weight to the well-wishing. It was once believed the soul could exit the body during a sneeze, causing ill health, so folks said “God bless you” to ward off this danger.

[La parola del giorno del 22 luglio 2005]

VERBOTEN \ver-BOH-tun\ adjective
: forbidden; especially : prohibited by dictate
e.g. During the era of prohibition in the United States, when the sale of alcohol was verboten, speakeasies were routinely raided by the authorities and shut down.

Despite its spelling, the adjective “verboten” has nothing to do with “verb,” or any of the other words in our language related to the Latin “verbum.” Rather, “verboten” comes from German, which got it from Old High German “farboten,” the past participle of the verb “farbioten,” meaning “to forbid.” (“Forbid” itself derives from Old English “forbēodan,” a relative of “farbioten.”) “Verboten,” which first appeared in English in 1916, is used to describe things that are forbidden according to a law or a highly regarded authority.

[La parola del giorno del 19 luglio 2005]

BILDUNGSROMAN \BIL-doonks-roh-MAHN (“oo” as in “good”)\ noun
: a novel about the moral and psychological growth of the main character
e.g. The critic described Max’s first novel as “a typical bildungsroman about an angst-ridden youth struggling to find his place in the world.”

“Bildungsroman” is the combination of two German words: “Bildung,” meaning “education,” and “Roman,” meaning “novel.” Fittingly, a “bildungsroman” is a novel that deals with the formative years of the main character — in particular, his or her psychological development and moral education. Though the term is primarily applied to novels, in recent years, some English speakers have begun to apply the term to films that deal with a youthful character’s coming-of-age.

[Parola del giorno del 17 luglio 2004]

Etimi e paraetimi

Nei vocabolari tedesco-italiano (Sansoni major, DIT), Schickse vale “ragazza di facili costumi”, “sgualdrina”. Ma dal mio contesto era facile capire che c’era sotto una contrapposizione ebreo/cristiano. Il Duden Universalwörterbuch segnala che viene dalla Gaunersprache, il linguaggio della mala, mutuato a sua volta dall’yiddish dove ha il significato di ragazza cristiana, dall’ebraico שיקסע = impuro; repulsione.

In Wikipedia ho trovato:

Schickse stammt vom hebräischen ‘schik(s)’, was ‘Christ’ bedeutet. Im Jiddischen hieß ‘Schickse’ dann ‘Christenmädchen’ und wurde oft als Schimpfwort verwendet.
Schicke deriva dall’ebraico ‘schik(s)’ che significa cristiano. In yiddish Schickse venne a significare poi ragazza cristiana ed era usato spesso con valore ingiurioso. [trad. mia]

La pagina di Wikipedia offre tutta una serie di parole tedesche mutuate dall’yiddish e dall’ebraico. Interessante l’origine dell’augurio Hals- und Beinbruch, alla lettera: rottura di collo e di osso/gamba (!), che io pensavo nello stesso spirito del nostro In bocca al lupo. E invece no:

Hals- und Beinbruch ist ein missverstandener Segenswunsch: hazlacha u berocha (= Glück und Segen), wobei hazlache zu Hals wurde und mit Bein (= Knochen) ergänzt wurde, während berocho (= Segen) zu Bruch wurde.
Hals- und Beinbruch è un augurio interpretato male: hazlacha u berocha (=fortuna e benedizione), dove hazlache è diventato Hals (=collo) ed è stato completato da Bein (=ossa), mentre berocho (=benedizione) è diventato Bruch = rottura. [trad. mia]

Io comunque per fare gli auguri ho sempre preferito toi toi toi, anche questo un augurio tedesco, che poi a ben vedere simboleggia tre sputi, quindi tanto fine non è … ma ogni tanto è meglio dimenticare le etimologie.