Facciamo il punto della situazione. Romane.

Ho il raffreddore, spero non suino, Herta Müller ha ricevuto il Nobel per la letteratura (Herta chi? Maddai, sempre questi Nobel a emeriti ignoti), un giorno dopo hanno dato un Nobel pure a Obama (Obama?! Maddai, sempre questi Nobel a emeriti noti!), la nuova casa è ancora sguarnita di tutto eccetto la solinga vecchia scrivania tornata dalla Marialuigianesca cittade, ma fra due giorni arriverà anche la vecchia libreria – insomma, il più importante c’è, no? -, invece la cucina, l’armadio e il letto slittano sempre più in là, fra moine e toni indifferenti, qualche ora fa il Deutscher Buchpreis è andato alla scrittrice Kathrin Schmidt per il suo romanzo „Du stirbst nicht“, romanzo si dice Roman e due giorni fa in terza B (Bologna, puntualizzerebbe la Collega Semantica) ho scritto alla lavagna Romane lesen tra i passatempi, ben dopo Sport treiben, fernsehen e mit dem Computer spielenRomane?, fanno loro indignati, romanzi, romanzi!, le mie sopracciglia fortunatamente hanno trovato l’attaccatura dei capelli, fanciulli miei, questo è tedesco! Ah, fanno loro, e per tre quarti rientrano nel torpore dell’ultima ora di sabato.

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