Am See

Oggi invece ho passato tutto il dì sulle rive di un ameno laghetto kakaniko. La bellezza all’arrivo! L’aria nitida, i colori puliti, il lago di un profondo verde serico, il prato ancora bagnato, non so se per la rugiada o un rovescio notturno – un prato vero, con le pratoline, i cardi e le anatre che ci scorazzano sbecchettando, c’era anche una mamma con due anatroccoli, quelli a correre di qua e di là e lei dietro, attenta, sculettando rapida quando quelli aumentavano il ritmo. L’acqua era tiepida e piacevole fin dal primo bagno.

Dato che ero sola, spesso ho prestato l’orecchio a quanto dicevano i vicini kakanici e così, grazie alla piccola e molto timida Claudia e sua madre, ho imparato per esempio che questo

si chiama Schwimmnudel, lo spaghetto da nuoto (?).

Mia madre iniziò a usare questo robo parecchi anni fa, quando non si trovava ovunque, ne aveva imparato l’uso facendo fisioterapia in acqua all’ospedale al mare, e ricordo ancora le sciocche donne viniziane che facevano commenti altrettanto sciocchi. L’anno dopo ce l’avevano tutte.

Io comunque lo chiamo salamone.

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