Siamo tutte delle gran bugiarde

Ieri sera, mentre facevo questo e quello e avevo la tv accesa come una vera casalinga senza più né speranze né disperazione, sono rimasta incantata ad ascoltare Paolo Poli a «Che tempo che fa». Che uomo magnifico! A un certo punto, con quelle sue impareggiabili smorfie simpatico-snobistiche, ha sottolineato che non è stato lui a scegliere il titolo della sua autobiografia-intervista, Siamo tutte delle gran bugiarde, perché dovrebbe essere grandi, visto che è plurale, e perché non l’ha fatto correggere, ha interloquito il bravo ragazzino, e Poli, con sguardo distante, mah, l’hanno fatto a mia insaputa, e in fondo, massì, tanto i grandi libri sono già usciti, che importanza ha.

Dunque, se Poli se ne impippa, se ne impippi e stia pacifico anche l’occasionale autore in seconda. Che poi il segreto è non rileggere mai dopo che il libro è stato pubblicato.

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