Trallo

Ho appena letto un romanzo che ancora non si trova ancora in libreria. Tipo 007 dell’editoria, un certo pizzicorino di mistero. Mi è piaciuto parecchio, per la tematica e perché giocava bene con i sentimenti (Frauenliteratur?).

Ho imparato da questo romanzo perché i miei amici alto-atesini (leggi: figli di quegli italiani importati) chiamano i conterranei Südtiroler “tralli”. Interpellato, un amico di cittadinanza bolzanina motivava il termine come proveniente da tarallo, ergo terroni, perché trallo indica per lui  quel modo di fare e vestire ridicolmente  sopra le righe, Golf ribassata, ecc. Ovviamente la spiegazione è totalmente illogica: perché i Südtiroler dovrebbero essere terroni? La ragione è storica e bisogna imparare qualcosa della tormentata storia dell’Alto-Adige/Südtirol, al di là del turistume. Ne ho trovato traccia in Slangopedia:

Tedesco, di madrelingua tedesca, in particolare se di idee irredentiste. In uso fra i giovani altoatesini di madrelingua italiana, è una contrazione da “traliccio” che fa riferimento agli attentanti dinamitardi degli anni Sessanta, in cui i terroristi sudtirolesi prendevano di mira, nei loro attentati, i tralicci degli elettrodotti.

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Il nuovo Zingarelli 2007

È uscito lo Zingarelli 2007 (con Cd-Rom 83,80 euro, senza 71,80 euro).

Abbiamo, dalle sue pagine, la conferma che il ‘Sudoku‘ e’ diventato gioco di massa, che il ‘Reality‘ e’ ormai una realta’, che calano gli Zoo e crescono i ‘Bioparco‘, ma soprattutto che viviamo in una societa’ di ‘Furbetti‘ (del quartierino) e di ‘Lampadati‘, ovvero che hanno la tintarella perenne e artificiale, nel ‘Magna magna‘ generale (termine di dialetto romano, ma entrato in uso su tutto il territorio nazionale) in cui si riciclano i vari, nostrani  ‘Zelig‘ (modo di definire un trasformista derivato dal film di Woody Allen) cercando di passare per ‘Mammolette‘. 

E’ chiaro, davanti a un simile quadro sconsolante, che poi ci sia un diffuso bisogno di ‘Morbidoso‘, termine appena accolto dal nostro maggior dizionario, grazie all’uso che ne ha fatto la pubblicita’, assieme a ‘Comodoso‘, ma soprattutto che la gente speri nel gioco e cosi’ renda d’uso comune ‘ Bingo‘ e il modo di dire ‘ Fare tombola‘. 

E il gioco (che come tutti i giochi ha pero’ un suo senso reale) potrebbe continuare a lungo, visto che solo in questa edizione sono 1.700 le nuove voci e accezioni, che vanno a formare i 136 mila lemmi (con 370 mila significati) che costituiscono il dizionario 2007. Tutto questo senza seguire mode effimere. Lo Zingarelli non rincorre parole trendy, tormentoni stagionali o slang dell’ultima ora: ogni inserimento e’ frutto di attento lavoro redazionale che coniuga la tradizione dei testi antichi alla tecnologia dei database e di Internet. 

Ogni nuova voce che si affaccia nel parlare quotidiano viene monitorata; ogni flessione scientificamente osservata e valutata nella frequenza delle sue ricorrenze, in particolare sui media, prima di ottenere l’ingresso ufficiale nel dizionario. 

E, in quest’ottica, si capisce come, tra i nuovi arrivi ci siano ‘Maxiemendamento‘ o ‘Eurocommissario‘ e, purtroppo, anche ‘Figlicidio‘. Stesso discorso per ‘Quota rosa‘ o ‘Gay Pride‘, ma anche, visto lo spazio che lo sport guadagna sempre, specie in un anno di risultati eccezionali come quello appena passato, ‘Moviolista‘ e l’accezione ‘Ritirare la maglia’

Non mancano, come in ogni edizione, data un’attenzione che pare sempre crescente al mangiar bene e sano, entrate saporite come, citando a caso, ‘Burrida‘ (piatto sardo a base di filetti di pesce), ‘Buzzonaglia‘ (parte saporita, ma poco pregiata della carne di tonno, vicino alla lisca centrale, usate per i sughi), o ‘Casoncello‘ (raviolo con ripieno di carne e alto, bresciano e bergamasco). 

In piu’ la lista delle citazioni si arricchisce di nuove, tratte da grandi autori della letteratura italiana come: ‘Capoccella‘ o Solicello‘ ( da Pasolini); ‘Mammoletta‘ (da Poliziano: ”trema la mammoletta verginella / con occhi bassi, onesta e vergognosa”); ‘Nefas‘ (cio’ che e’ illecito, da Goldoni: chi cerca ”per fas e per nefas di guadagnare, trovasi alla fine scoperto, punito e precipitato”). (dall’ANSA)

Cfr anche La Repubblica del 19.9.2006:

Ero a casa “comodoso” e sono andato a “smucinare” tra le mail: quei “furbetti” m’hanno riempito la casella di “phishing“. E’ tutto un “magna magna“. Ora vado a fare un po’ di “parkour” al “bioparco” con quel gruppo di “lampadati“. Slang giovanile da correggere con la penna rossa? No, un uso dell’italiano da purista della lingua, Zingarelli docet.

Cu*li idiomatici

Nell’austriaco “Standard” c’è un “Vocabolario dell’attualità”, a cura di un certo Christoph Winder, una raccolta – spiritosa – di “esemplari freschi dalla fiumana infinita di parole e frasi fatte”:

Winders Wörterbuch zur Gegenwart ist ein Work in Progress – Woche für Woche frische Exemplare aus der endlosen Flut der Wörter und Phrasen

Una delle “voci” riguarda un problema di traduzione circa quella parte del corpo laddove la schiena cambia nome: Deinen Arsch. Hinweis auf ein kleines Übersetzungsproblem. (Il tuo cu*lo. Un piccolo problema traduttivo)

Si sente spesso nei film americani doppiati, si è letto spesso nelle scorse  settimane nei giornali quando sono stati citati i poveri abitanti di New Orleans: che era ora che qualcuno muovesse “il culo”(nella fattispecie: gli aiuti dalla lontana Washington).

Come si sia arrivati a questa o simili formulazioni è presto detto: alla base ci sono frasi come “They should move their asses down here” che vengono rese alla lettera in tedesco.

Alla lettera, ma non bene: in “American Slang“, vocabolario dello slang americano a cura di Bernhard Schmid, uscito per i tipi di Eichborn, si legge che “ass” combinato con l’aggettivo possessivo non ha affatto quella connotazione volgare che si sente nella traduzione tedesca, ma indica semplicemente “persona”. Continua Schmid: “In frasi come ‘Get your ass over here’, ‘ass‘ significa nient’altro che ‘self’, il che rende ‘Arsch‘ in tedesco del tutto superfluo, soprattutto perché nella maggior parte dei casi non si tratta di frasi idiomatiche. ‘Mach, dass du herkommst‘ [Vedi di muoverti] sarebbe più che sufficiente.”

In altre parole: in futuro traduttori e redattori farebbero meglio a risparmiare un paio di culi ai loro spettatori e lettori.
[trad. mia]

E in italiano?

Rose commenta:

io sarei più d’accordo con wikipedia, v. alla voce “buttocks”:
Quite commonly phrases use the buttocks as a synecdoche for a whole person, but generally with a negative connotation. For example, terminating an employee may be described as “firing his ass”. One might say “move your ass” as an exhortation to greater haste or urgency. Expressed as a function of punishment, defeat or assault becomes “kicking one’s ass”. Such phrases also may suggest a person’s characteristics, e.g. difficult people are termed “hard asses”. People deemed excessively puritanical or frugal may be termed “tight asses”.
In italiano si potrebbe optare per un più scherzoso “chiappe”, dipende dal contesto. Certo, si può anche dire “vedi di sbrigarti”, ma non mi pare che sia proprio lo stesso…
rose

Ross commenta:

premesso che non so quanto volgare sia in tedesco, secondo me cu*lo in italiano può non essere così volgare, per esempio dalle mie parti (Torino) diciamo “spostare le chiappe” e non suona volgare ma colloquiale, e secondo me quando scrivono “move their asses”, oltre che colloquiale vuole essere anche un po’, come dire di sfida…
io credo che ci paiano comunque meno volgari le parolacce e le invettive nelle lingue altrui. Nella “mia” fattispece riguardo a quella parte del corpo, quando lo vedo scritto all’americana mi pare meno volgare che nello spelling inglese “arse”. Ma ovviamente deve trattarsi di una percezione personale!

That’s fularious!

Fularious = Intensifier of “hilarious” created by combining “funny” and “hilarious./ fu*cking hilarious!

Dice lo Urban Dictionary, dizionario di slang inglese. Forse soltanto i termini automobilistici mi spaventano più dello slang in inglese, di una ricchezza e una varietà sbalorditive e virtualmente indominabili.

La Rete aiuta:

A dictionary of UK slang
Online slang dictionary (fermo al 2002)
Slangsite (temo fermo al 2001)
Alternative dictionary (già citato)
Ricca raccolta di slang dictionaries
Teenlingo

Slang storico
Lo slang anni ’60
Beat generation slang

Dizionari rap
Rapdictionary
Dizionario rap EN-IT

Correlati (e aggiornati): drug slang

Glossari che non istanno bene, ma per amor della completezza è d’uopo mentovarli

Esiste questa superba raccolta di Alternative Dictionaries: Slang, profanities, insults and vulgarisms from all the world, che purtroppo parrebbe fermo al 2004. Ci si può anche salvare il file PDF.

Per decenza mi sono fermata alla versione
IT,
DE,
Schwyzerdütsch e
EN.

(Per decenza verso il mio tempo)

Aggiungo un glossarietto di insulti/slang DE>IT

Stupefacenti

Leggo su un vecchio numero de L’Espresso di un certo stilista californiano:

Alle spalle, un passato da “scoppiato” a Los Angeles: “Mi drogavo perché pensavo facesse parte di un percorso creativo.”

Interessanti le virgolette. Eppure il termine è presente a pieno titolo nel De Mauro:
scoppiato : 3a agg., s.m. CO gerg., che, chi è sotto l’effetto di stupefacenti: lascialo perdere, è completamente s., un locale frequentato da scoppiati

Qualche link in materia di droga (raccolti soprattutto in occasione di un corso bisognava tradurre un testo ricco di riferimenti agli scoppiati):

Dizionario stupefacenti IT
Glossario droghe Politiche antidroga IT
Street terms drugs US EN
Street drug slang dictionary US EN (Indiana)
A dictionary of slang drug terms (pdf)

Prodotti altamente deperibili

Il Cassel’s l’ho comprato nel 2003, l’ho consultato forse un paio di volte, ed è già vecchio!

Stanno per vedere la luce, oltre Manica, ben due dizionari di parole prese dalla strada, ossia di slang giovanile: il primo, in uscita il 17 novembre, è “Cassell’s Dictionary of Slang” di Jonathan Green, che contiene non meno di 12.500 new entries; a ruota seguirà “The New Partridge Dictionary of Slang”, curato da Tom Dalzell e Terry Victor, oltre 65.000 vocaboli raccolti in cinque anni di lavoro.

[…]

Spiegano i curatori dei due nuovi dizionari inglesi che lo slang giovanile nasce e muore più veloce di una meteora: se negli anni Sessanta una parola impiegava 20 o 30 anni per traversare l’Atlantico oggi, grazie a Internet, ci mette non più di 20-30 minuti. E cambiano, le parole dello slang giovanile, anche per questioni di sicurezza: appena vengono beccate dagli adulti, genitori o professori che siano, si bruciano e vengono buttate via, come morte. Riguardo alle principali fonti dello slang di strada, vengono indicati l’hip-hop, il rap e i rappers (Eminem, Goldie Lookin Chain), la striscia di fumetti Viz. E, soprattutto, la contaminazione linguistica: “L’inglese diventa sempre più globale”, spiega David Crystal autore della Cambridge Encyclopedia of the English Language. “Quasi un terzo del mondo lo parla e dovunque nascono varietà di inglese. Oggi si contano quasi 70 nuovi idiomi inglesi: l’inglese-pachistano, l’inglese di Singapore, quello del Ghana o del Caribe: e ognuno ha il suo vocabolario”.

[da qui]