Dopo il Trap, ecco il Cap

Capello in English version. Io li ammiro tutti, questi Trap, questi Cap, se gli studenti avessero la loro tenacia e faccia di bronzo, insegnare lingue sarebbe un gran bel lavoro 🙂

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Leet speak, il primo linguaggio internet based della storia, il linguaggio degli hacker, dei nerd, dei computeromani, insomma. Il titolo della postilla è tradotta grazie al leet traduttore, servizio di questo Wonderful Elite Site che definisce il leet speak così:

Il leet speak (abbreviazione di elite speak: “linguaggio d’elite”) è un linguaggio nato sul web per rendere non rintracciabili le proprie comunicazioni dai motori di ricerca. Il linguaggio consiste nella sostituzione di lettere all’interno delle parole con numeri e simboli graficamente simili (ad esempio il numero “3” al posto della lettera “e”, o la sequenza di simboli “/\/\” al posto della “m”). In questo modo il messaggio risulta comprensibile all’occhio umano ma non all’occhio di un computer. Ma il leet speak non si ferma qui e, col tempo, oltre alla semplice “ricodificazione” dei grafemi (le lettere) si è arrivati alla nascita di un vero e proprio “vocabolario d’elitè”[sic!]: un incrocio tra lo slang statunitense più underground e il linguaggio iper-tecnico degli hacker.

(via «La Repubblica»)

Pregiudizi

La nuova pubblicità del Goethe Institut:

Spiritosa? Banale? Autoironica? Offensiva?

Wenn ich ehrlich bin, finde ich diese Werbung extrem geschmacklos und schäme mich fast dafür. Warum muss man immer das Negative zeigen? Typisch deutsch, auch das. Susanne K., Rom.

Se devo essere sincera trovo questa pubblicità assolutamente di cattivo gusto e quasi me ne vergogno. Perché bisogna esibire sempre gli aspetti negativi? Anche questo è tipicamente tedesco. [trad. mia]

Bravi, fate vedere che i tedeschi ci battono anche in senso dell’umorismo, e autoironia.
Roberto Giardina, giornalista, Berlino

Fonte: un link del Goethe che all’ultima consultazione [maggio 2008] risulta rotto.

Office slang

A volte mi manca la vita d’ufficio, pensavo preparando una presentazione in ppt, imaginifica abilità appresa proprio in ufficio. La regolarità, la monotona sicurezza, la macchinetta dello schifoso caffè, le ciacole da ufficio. Anche i sussidi Xerox (1) non erano male. A volte era una pacchia fare i turisti (2) ai corsi. Però non mi mancano i 404 (3), esemplari molto comuni in ufficio, né quelli che si facevano strada per assmosis (4) né le colleghe sgomitone e senza scrupoli.
Ma in fondo quel macello del mondo di carne (5) ha i suoi pregi…

(1) Xerox Subsidy – Euphemism for swiping free photocopies from one’s workplace.
(2) Tourists – Those who take training classes just to take a vacation from their jobs. “There were only three serious students in the class; the rest were just tourists.”
(3) 404 – Someone who is clueless. From the Web error message, “404 Not Found,” which means the document requested couldn’t be located. “Don’t bother asking John. He’s 404.”
(4) Assmosis – The process by which some people seem to absorb success and advancement by kissing up to the boss rather than working hard.
(5) Meatspace – The physical world (as opposed to the virtual) also “carbon community” “facetime” “F2F” “RL”

Fonte: uno spassoso Officeslang

PS In verità io amaramente rimpiango le ferie pagate, la possibilità di ammalarsi senza andare in rovina, i contributi per la pensione, la carta di credito aziendale, i tempi morti compresi e inclusi.

Disillusioned. Witty. Dedicated.

Oserò
Turbare l’universo?
In un attimo solo c’è tempo
Per decisioni e revisioni che un attimo solo invertirà
Perché già tutte le ho conosciute, conosciute tutte: –
Ho conosciuto le sere, le mattine, i pomeriggi,
Ho misurato la mia vita con cucchiaini da caffè
[…]

(qui il resto)

Your alter poet is Thomas Stearns Eliot. For you,life rocks pretty hard!

Who is Your Alter Poet?
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